Ultimo giorno di servizio per il vigile De Sario. Fu ferito dall’autobomba a Palazzo di Città

© nino barione
Il saluto del collega Barione: «Non sei stato un collega qualunque»
Va in pensione l’agente di Polizia Municipale Nino De Sario.
Il vigile urbano, in servizio da molti anni presso il Comune di Terlizzi, ha svolto ieri l’ultimo giorno di attività. Fu testimone ravvicinato di una delle pagine più nere della nostra città, in occasione dell’autobomba piazzata sotto il Palazzo di Città il 7 maggio 1993.
Erano passate da tre minuti le otto di mattina quando si sfiorò la strage: una Regata rubata saltò improvvisamente in aria davanti all’ingresso del municipio. La notizia si sparse per la città in pochi minuti. L’auto si trovava fin dalle quattro di mattina – parcheggiata in modo anomalo – in piazza IV Novembre. La cosa era parsa sospetta al vigile Gioachino De Sario, all’epoca quarantunenne, che ne aprì lo sportello dal lato del posto di guida – l’auto non era chiusa a chiave – e fu immediatamente investito da una violenta esplosione che lo sbalzò via di molti metri.
La deflagrazione lo ferì gravemente, coinvolgendo anche due ragazzi di quindici anni, i quali furono trasportati in ospedale in stato di choc. «Ero a dieci metri», raccontò Domenico Tempesta, allora dipendente comunale, al “Corriere della Sera”. «Ho visto che il vigile, dopo aver cercato di sollevare il cofano, ha aperto lo sportello. Un botto tremendo. E De Sario scaraventato a cinque sei metri di distanza, pieno di sangue. Io stesso sono stato colpito da schegge». Il vigile aveva iniziato il suo turno all’alba al mercato dei fiori. Poi si era spostato in centro, dove aveva notato quell’auto parcheggiata in maniera non troppo ortodossa davanti al Municipio e aveva intimato ai presenti di allontanarsi, prima di andare a verificare di persona e, purtroppo, essere investito dal violento scoppio.
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’esplosione fu causata da un meccanismo complicato e macchinoso, ma tristemente efficace: la portiera dell’auto era collegata al grilletto di un fucile da caccia da una corda che, sollecitata dalla tensione dell’apertura, aveva fatto partire un colpo e innescato l’esplosione.
De Sario finì in prognosi riservata, in condizioni critiche. Dopo un intervento chirurgico per la ricostruzione della palpebra destra e dei tendini della mano sinistra, il vigile fu giudicato fuori pericolo dai sanitari, i quali lo definirono un “miracolato”. Lo scoppio gli procurò anche ustioni di secondo grado e un trauma cranico. Fortunati, date le circostanze, furono considerati i due ragazzini di 15 anni coinvolti nella deflagrazione. Il bilancio avrebbe potuto essere anche peggiore: pochi minuti prima erano passati da Piazza IV Novembre due scuolabus stipati di studenti.
A distanza di venticinque anni da quel fatidico 1993, De Sario è considerato un esempio di virtù civica e potrà adesso godersi il meritato riposo. Lo saluta, emozionato, il collega Nino Barione: “Oggi ultimo giorno in servizio del collega Nino De Sario, il vigile ‘a prova di bomba’, l’amico sempre disponibile e prodigo di consigli. Tanti pregi, unico difetto (sei purtroppo milanista), oggi ho voluto salutarti e ringraziarti personalmente perché non sei stato un collega qualsiasi. Mi sono commosso nel vederti uscire dal comando e timbrare per l’ultima volta. Grazie di tutto!”.
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