Il ritorno “trionfale” del Carro a Santa Maria della Stella

© paolo vallarelli
Stasera la consueta cerimonia di chiusura della Festa Maggiore, con il rientro del Carro Trionfale al Lamione
Ti svegli molto presto.
Il libro sul comodino.
Ci sono certi romanzi che innescano pensieri reali.
Narrazione e realtà che si incrociano con quello che vivi.
Agosto passa.
L’ultima domenica.
È ancora festa, però.
Il Carro si muoverà ancora.
E vederlo oscillare, è sempre una emozione unica.
Una velocissima visione ti passa davanti agli occhi. Il Carro. La sua partenza. Il suo lento cammino. Il piacevole desiderio di rivederlo. La spinta. I timonieri. Il suo ritorno al Lamione. In fondo, vorresti che il Carro non si fermasse mai. Ripensi al quel post pubblicato anni addietro; scrivevi che sarebbe stato bello e impossibile poterlo vedere sempre lì, magari mentre fai due passi.
Unico cuore, presenza animata e pulsante delle strade che percorri ogni giorno.
Fantasticare con la sua presenza: in fondo è il marchio della tua città, il Carro.
Volare, allacciare la cintura. E alzarsi in volo. Andare oltre il limite delle terrazze delle case.
Seguire il percorso a ritroso, bello ed entusiasmante, come il primo.
C’è un filo malinconico che serpeggia sottile, ma profondo.
È un saluto, un arrivederci a chi lascia la città per ritornare dove vive, dove lavora. Chilometri e chilometri di strada da percorrere. Un ritorno timbrato a fuoco, e negli occhi un evento collettivo, unico nel suo genere.
In fondo la vita decide per te. E non puoi farci nulla.
Ma non vuoi rinunciare affatto a quella Festa dell’ultima domenica: appendice meravigliosa che ti emoziona.
Le ruote sull’asfalto. I timonieri, con la stessa tensione di sempre. Il capotimoniere, a dettare alla squadra la strada giusta affinché ogni manovra risulti precisa.
Un Carro di legno, senza freni, come recentemente un cronista di una tivvù locale, aveva definito.
Già, senza freni, a evidenziare che il Carro si muove, solo ed esclusivamente con la forza delle braccia, la forza del cuore, la forza corale di chi si accalca per ammirarne, tra ansia, tensione e lacrime, le curve più pericolose.
Senza tralasciare l’aspetto religioso legato alla Vergine ritrovata.
Sorridi, mentre ti passa nella testa una frase al limite del reale: Terlizzi, è il centro del mondo.
A voler stravolgere leggi geografiche.
Ma sì che lo è!
Già, il nostro centro del mondo.
E il Carro è il pendolo perpetuo che detta il tempo di giorni, mesi, anni.
Attimi di significati, che senti dentro, che a parole, forse non sei in grado di comunicare e riversare sul questa stessa pagina, per via della loro bellezza intrinseca. Ognuno di noi, avrebbe una percezione propria, un bagaglio emozionale variabile. E poi, la nostra stella da seguire. Sempre.
Già, proprio quella stella che ritorna nel suo firmamento, segna la nostra vita.
La città è fiera di vedere il Carro sempre in movimento. È quel movimento che porterai dentro di te, anche quando arriveranno le altre stagioni.
In fondo, un anno passa in fretta: trecentosessantacinque giorni, e puoi iniziare a contare, proprio mentre il fischio che annuncerà il ritorno al Lamione, si farà deciso, dirompente.
Giusto, mentre una lacrima spontanea righerà il volto di chi ama, al di là delle vicissitudini quotidiane, il Carro delle meraviglie.
Il Carro di Terlizzi, la cui luce propria è l’unica in grado di illuminare la nostra esistenza.
Il Carro di Terlizzi, l’unico spettacolo in grado di spalancare porte e finestre della nostra vita; facendo udire il vociare emozionante, e l’inesauribile gaudio assordante: Bravi, i timonieri!
Un cammino è per sempre.
Il nostro camminare con il Carro è… per sempre.
Diretti dove?
Laddove, ci porterà il cuore, verso un orizzonte rosso fuoco.
Ancora acceso dall’ultimo caldo spicchio di sole, di fine agosto. Volando e planando, sempre più vicini a quella Stella sfavillante.
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