Le opposizioni: «Il governo sospenda temporaneamente il decreto su sicurezza e immigrazione»

Michele Colaleo
sprar

I consiglieri Zappatore, Sigrisi e Volpe presentano un ordine del giorno per denunciare l’aumento dei costi sociali ed amministrativi dell’accoglienza causati dal provvedimento a firma Salvini

0 commenta

Nei prossimi consigli comunali si discuterà anche delle novità in materia di sicurezza ed immigrazione introdotte dal d.l. 113/2018, fortemente voluto dal ministro dell’Interno ed attualmente oggetto del confronto politico nazionale.

Città Civile e La Corrente hanno presentato un documento congiunto per porre all’ordine del giorno delle imminenti assemblee cittadine la richiesta di impegnare sindaco e giunta ad un’azione contro l’esecutivo in carica. La proposta consiste in una domanda di sospensione “in via transitoria fino a conclusione dell’iter parlamentare degli effetti dell’applicazione” del decreto immigrazione, al fine di “aprire un confronto con le istituzioni locali – mediato ed auspicabilmente sostenuto dalla Regione – per valutarne l’impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori”.

L’iniziativa dei due movimenti politici è motivata dalla comune convinzione che il provvedimento “non solo non risolve alcun problema in materia di immigrazione e sicurezza”, ma, prevedendo di fatto 23mila migranti in meno nel circuito dell’accoglienza, “produrrebbe effetti opposti a quelli desiderati”.

Le conseguenze sarebbero in particolare legate all’”aumento di clandestinità, con più casi di emarginazione sociale e di potenziale delinquenza” e ad un generale “aumento dei costi sociali ed economici a carico dei cittadini”, già stimati dall’Anci in circa 280 milioni di euro di spesa in più per i servizi sociali e sanitari delle singole città, dovuti al complessivo spostamento del sistema di accoglienza a carico degli enti locali.

Il documento riporta anche tutta una serie di considerazioni a sostegno del punto di vista dei due movimenti politici sul decreto immigrazione, che si soffermano ad esempio sulle nuove norme in materia di concessione dei permessi umanitari e di protezione internazionale. Tali permessi – non più oggetto di valutazione da parte delle commissioni territoriali- verrebbero di fatto “abrogati dallo Stato italiano, introducendo una tipizzazione della tutela che non riconosce l’accesso a misure di accoglienza e non assicura l’iscrizione obbligatoria al servizio sanitario nazionale”, con ulteriori costi che vanno a ricadere su Comuni e Regioni.

Ulteriore punto critico è la riforma del sistema Sprar (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), che diverrebbe accessibile ai soli titolari di protezione e minori e minori stranieri non accompagnati; ciò testimonierebbe un fattuale “smantellamento delle strutture finalizzate a dare risposte ordinate, controllate e non emergenziali, finora gestite dai Comuni con percorsi di integrazione efficace in piccole accoglienze”.

Al contrario, il decreto – continuano Città Civile e La Corrente – “favorisce i centri di accoglienza straordinaria (Cas), nei quali sono state registrate criticità in questi anni e che aumentano il numero di clandestini in condizioni di estremo disagio presenti sul territorio ed esposti ad attività illecite”.

La nota politica dei due movimenti è pertanto espressione della “preoccupazione sul decreto manifestata da società civile, terzo settore, enti ed associazioni da anni coinvolti nell’accoglienza”. Al malcontento di queste realtà fa da cassa di risonanza anche il duplice parere negativo recentemente espresso dal Csm e dal Consiglio d’Europa sul provvedimento: se per il primo la misura di legge “è manifestamente incostituzionale nella parte che si occupa di migranti e richiedenti asilo”, per Mjatovic, commissario dei diritti umani, “rappresenta un passo indietro in termini di accesso alla protezione per le persone su cui incombono gravi minacce, o che le hanno già subite”.

Città Civile e La Corrente si uniscono evidentemente a queste autorevoli riflessioni ed auspicano che la richiesta d’impegno avanzata tutta la giunta in materia venga concretamente accolta nei prossimi consigli comunali.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!