Stop ai lavori in Sala consiliare, Grassi: «Responsabilità è della politica, non dei tecnici»
© terlizzilive
Il consigliere Pd interviene sullo stop ai lavori a Palazzo di Città, imposto pochi giorni fa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari
Il consigliere comunale del Partito Democratico Michele Grassi interviene sullo stop ai lavori nella Sala consiliare del Palazzo di Città imposto pochi giorni fa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, a cui l’amministrazione comunale non ha chiesto preventiva autorizzazione.
“Ora le colpe saranno tutte del Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale Francesco Gianferrini, che dal primo settembre è ormai dipendente della Città di Trani e solo per cortesia istituzionale sta venendo per due miseri giorni la settimana (lunedì e mercoledì, neanche di otto ore) a sopperire ai mille problemi, grandi e piccoli, di una cittadina in quotidiana emergenza – osserva polemicamente Grassi -. Ora le colpe saranno tutte del Dirigente Gianferrini, che ha scelto (chissà perché?) di lasciare Terlizzi dopo diversissimi anni, avendo già realizzato tante opere pubbliche e tanta urbanistica privata (ai posteri il giudizio)”.
Grassi attribuisce la responsabilità della brutta figura fatta con l’ufficio barese dal nostro Comune alla giunta Gemmato, cui si rivolge direttamente: “Le colpe sono tutte le vostre, cari colleghi istituzionali, che da molti anni state governando Terlizzi. Il Dirigente dell’Utc l’avete spogliato di validi collaboratori, anzi siete riusciti a destrutturare completamente l’ufficio tecnico comunale, perché immaginavate che il popolo sovrano potesse far a meno di burocrati. Questa è la verità che non vi viene detta direttamente dai tanti ingegneri, architetti, geometri e imprese terlizzesi che, per motivi di lavoro, frequentano voi e gli uffici comunali”.
“Le colpe di questo sfacelo complessivo sono del sindaco, ma sono anche del presidente del consiglio, dell’assessore ai lavori pubblici e del presidente della Seconda Commissione, che invito sin da subito non a rispondermi su Facebook, con commenti deliranti, magari facendomi barba, capelli e shampoo per quello che ho scritto, ma opportunamente chiudendosi in una stanza per decidere insieme di dimettersi oppure di cambiare rotta immediatamente”, rilancia provocatoriamente Grassi. “Altrimenti, cari colleghi continuerete a far grossi danni alla nostra (anche vostra) Terlizzi”.
A conclusione del suo intervento, il consigliere dem cita a mo’ di monito una recente dichiarazione dell’ex premier Gentiloni: “Quando hai la febbre a 39 per due giorni è curabile, ma se la febbre a 39 dura da sei mesi diventa pericolosissima”.
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