Nuova vita per gli spazi pubblici comunali grazie al bando regionale “Luoghi Comuni”

© N. C.
L’iniziativa realizzata dalla Regione Puglia e dall’Arti (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione) punta alla valorizzazione del patrimonio comunale in disuso da parte di organizzazioni giovanili e del terzo settore
Prende il via la prima fase di “Luoghi Comuni”, il bando regionale che mette in correlazione gli enti pubblici comunali e le realtà giovanili ed associazionistiche del territorio pugliese, le quali potranno ottenere uno spazio pubblico per lo sviluppo di idee innovative nel contesto socio-economico locale.
Il 15 novembre è stato infatti pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia l’atto con cui il Dirigente delle Politiche giovanili e dell’Innovazione sociale ha autorizzato gli enti comunali alla candidatura di aree sottoutilizzate ad una riconversione virtuosa per la collettività.
I nuovi destinatari di tali spazi, immediatamente fruibili ma abbandonati o trascurati per diverse ragioni, avranno così l’opportunità di confrontarsi direttamente con i Comuni, attivandosi proficuamente in un’opera di co-progettazione tra pubblico e privato, positiva per entrambi gli attori coinvolti.
Da una parte, infatti, le amministrazioni saranno coadiuvate da soggetti esterni in un piano di recupero territoriale finalizzato a liberare la creatività e migliorare l’apprendimento delle loro energie più valide; dall’altra, i giovani e le associazioni del terzo settore che vogliono mettersi alla prova saranno sostenuti e supportati nella realizzazione di progetti che, nell’individuare nuove modalità di sfruttamento degli spazi pubblici, puntino all’inclusione sociale ed alla cittadinanza attiva.
Inoltre, grazie al bando “Luoghi Comuni” verrà creata una piattaforma online condivisa (consultabile sul sito luoghicomuni.regione.puglia.it), che diventerà il punto di riferimento per la conoscenza del patrimonio territoriale inutilizzato a disposizione dei Comuni pugliesi partecipanti.
Sarà proprio su questo portale che gli enti pubblici, a partire dalle ore 12.00 dell’11 dicembre, potranno avanzare le candidature di tutti gli spazi da sottoporre alle diverse iniziative di recupero che li riguarderanno.
Terminata questa fase, le proposte progettuali delle realtà giovanili interessate saranno poi valutate dalla Regione e, se approvate, finanziate con singoli stanziamenti che vanno fino a 40.000 euro (per un totale di 7 milioni di euro, messi a disposizione dal Patto per lo Sviluppo della Regione Puglia e dal Fondo Nazionale Politiche Giovanili).
L’iniziativa potrebbe essere un’opportunità molto interessante anche per il Comune di Terlizzi, al fine sia di rilanciare le idee di tanti ragazzi- che spesso si vedono costretti ad andare via per realizzarle -, sia di utilizzare il portale online istituito dal bando per mappare i beni immobiliari in disuso ed avere contezza delle modalità del loro eventuale futuro utilizzo.
In tal modo, si potrebbe anche dare una risposta alla lettera-appello indirizzata ad inizio novembre da Puliamo Terlizzi, Fidas e Guardie Ambientali all’amministrazione, scritta per conoscere i principi in base ai quali avviene la distribuzione dei locali da adibire a sede delle diverse associazioni terlizzesi.
Le tre realtà locali hanno espressamente chiesto “parità di diritti e trattamento” ed espresso il loro disappunto per “i criteri di assegnazione di sedi e contributi riservati, ad oggi, solo ad alcune realtà associative locali in assenza di un Regolamento capace di disciplinarne l’esecuzione.”
Infine, i tre soggetti hanno chiesto di conoscere quale sia “lo stato dell’arte della ricognizione degli immobili comunali destinati ad Enti, Associazioni, Gruppi o simili, in corso dal lontano 2016.”
Approfittare del bando “Luoghi Comuni” per fugare tutti questi dubbi sarebbe allora una decisione auspicabile da parte del sindaco, finalizzata oltretutto a continuare nel perseguimento del principio di “amministrazione trasparente” alla base di un modus operandi politico che tenga conto anche delle sollecitazioni dei cittadini più attivi.
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