Liceo scientifico a Terlizzi, la dirigente del “Tedone” di Ruvo: «Un danno per il nostro istituto»

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Secondo Domenica Loiudice si tratta di una decisione che «comporterà una sensibile riduzione della popolazione scolastica, già minata dal calo demografico»
Il Piano di dimensionamento scolastico, approvato dalla Giunta regionale con delibera n. 2468 lo scorso 21 dicembre, ha autorizzato l’istituzione dell’indirizzo “liceo scientifico” nel Polo Liceale di Terlizzi. La decisione, tuttavia, scontenta la dirigente del Liceo Scientifico “Tedone” Domenica Loiudice, poiché – afferma – «comporterà una sensibile riduzione della popolazione scolastica, già minata dal calo demografico».
Sulle modifiche imposte dal nuovo Piano è intervenuta anche la Cgil, che le definisce in alcuni casi «censurabili», specie nella provincia di Bari, denunciando che non si sia tenuto conto «delle indicazioni fornite con le linee di indirizzo deliberate nel mese di settembre e comunicate a scuole ed enti locali per orientare l’elaborazione delle proposte di tutti i soggetti interessati».
«In particolare – scrive il sindacato in una nota -, vogliamo rimarcare la duplicazione di indirizzi autorizzata dalla Regione in scuole superiori insistenti sullo stesso ambito territoriale. Sebbene la legge 145/2018 abbia superato in parte il concetto degli ambiti territoriali, almeno in tema di mobilità e reclutamento, troviamo incomprensibile che in una fase (che temiamo ancora lunga) di decremento demografico e di costante riduzione della popolazione scolastica si istituiscano doppioni di indirizzi tra istituzioni scolastiche afferenti a comuni distanti appena tre chilometri gli uni dagli altri. È il caso questo, non unico, della duplicazione dell’indirizzo scientifico tra i licei di Ruvo di Puglia e Terlizzi».
La richiesta del sindacato alla Giunta regionale e all’Assessorato competente è dunque quella «di rivedere le proprie decisioni […] e di ripristinare il rispetto di princìpi e regole di buona programmazione per il corretto equilibrio tra istituzioni scolastiche, per il rispetto degli operatori della scuola e per il concreto esercizio del diritto allo studio dei ragazzi e delle loro famiglie».
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