Agricoltura Progresso: «Ringraziamo i soci che hanno sostenuto i gilet arancioni»

© n.c.
Il comunicato del presidente della cooperativa, Pasquale Memola
Il presidente Memola e tutto il consiglio d’amministrazione della cooperativa terlizzese Agricoltura Progresso esprimono profondo apprezzamento nei confronti di “tutti i soci che hanno sostenuto e condiviso l’intero percorso delle rivendicazioni espresse dal movimento dei gilet arancioni, in modo particolare negli appuntamenti più significativi ed incisivi di Bari del 7 gennaio scorso, di Terlizzi del 12 febbraio e di Roma del 14 febbraio”.
“Lodevole è stata la partecipazione dei soci con i loro trattori alla manifestazione di Bari, sfidando le gelide condizioni climatiche superate poi dal calore dell’entusiasmo e della determinazione con la consapevolezza di una battaglia giusta e doverosa”, si legge in una nota della cooperativa, che rivendica il suo ruolo “attivo e trainante nell’organizzare la manifestazione terlizzese del 12 febbraio, “col prosieguo del presidio davanti al palazzo di città di un congruo numero di soci e mezzi agricoli, nonché nella partecipazione alla manifestazione di Roma dove la stessa è stata presente organizzando un pullman con 50 soci”.
“Non ultimo, il ringraziamento è doveroso anche alla delegazione dei ragazzi dell’istituto agrario de Gemmis, che insieme hanno voluto manifestare il loro dissenso alle attuali politiche precarie attivate per il settore agricolo, mettendo così a serio rischio il loro futuro professionale a servizio del comparto agricolo”, prosegue il comunicato.
“Nella convinzione che le succitate iniziative di protesta portino finalmente a risultati concreti e tangibili per il comparto olivicolo, il presidente esprime un sentito ringraziamento al sindaco e all’intero Consiglio Comunale per il fattivo contributo alla realizzazione ed al successo delle iniziative vissute insieme”, è la conclusione del presidente della cooperativa Memola.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro