La famiglia di Antonio Volpe dona sei tele dell’artista alla Santa Maria

© maria teresa de scisciolo
Il passaggio di consegne è stato sancito venerdì scorso nella saletta delle esposizioni di Corso Vittorio Emanuele a Terlizzi
Dando seguito a una volontà espressa in vita dal maestro, sei tele a olio del pittore terlizzese Antonio Volpe sono state donate alla Parrocchia Santa Maria e saranno presto esposte negli ambienti della chiesa.
Il passaggio di consegne è stato sancito venerdì scorso nella saletta delle esposizioni di Corso Vittorio Emanuele a Terlizzi, dove si sono incontrati don Michele Amorosini, Parroco della Santa Maria e Direttore del Museo Diocesano, la signora Iolanda Tricarico, sorella della vedova Volpe, il signor Nunzio De Noia, nipote del maestro, e Maria Teresa De Scisciolo, amica di lunga data della famiglia Volpe-Tricarico.
Le opere affidate alla parrocchia sono “Autoritratto del Maestro”, “Il Maestro dinanzi al Signore chiamato a dare conto della sua vita terrena”, “Scena famigliare d’altri tempi”, “Autoritratto del Maestro, impegnato a dipingere la Madonna con Bambino, donata in giovane età alla Chiesa SS. Medici di Terlizzi”, “Madonna con Bambino che rassicura i migranti”, “Damine con ombrellino e cagnolino”.
In particolare, la tela che raffigura Antonio Volpe al cospetto del Signore, chiamato a dare conto della sua vita terrena, è nota anche con un altro titolo, “L’incontro. L’uomo con l’Onnipotente”. Volpe commentò quest’opera così: “L’uomo fragile, con i suoi acciacchi, le miserie, le sue colpe, ossessionato dal timore del giudizio di Dio, l’incubo di essere condannato, ma… il Padre che è misericordia lo accoglie con le braccia spalancate. Amici carissimi! Questa non vuol essere una lezione, me ne guarderei, ma solo una riflessione personale. Cari amici, meditiamo.”
L’artista aveva una religiosità profonda e ringraziava sempre il Signore per aver ricevuto in dono la passione per l’arte. Nella natura, che è stata per lui una vera e propria musa ispiratrice, scorgeva la presenza di Dio e ne ammirava la perfezione: basti pensare alle tele in cui dipinge fiori, frutti, albe e tramonti.
Anche alla luce di questa manifesta spiritualità, gli eredi della famiglia Tricarico hanno adempiuto ai desideri del pittore di donare alcune opere alla chiesa, felici di aver trovato in Don Michele Amorosini grande disponibilità nell’accogliere la donazione.
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