«Gesmundo era un terrorista»: l’assurdo grido “revisionista” al corteo per le Fosse Ardeatine

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Durante la manifestazione istituzionale di stamattina un componente dell’Associazione Nazionale Partigiani di Roma è stato apostrofato con queste parole dal portabandiera dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato
Episodio di sconcertante revisionismo storico, stamattina, al corteo istituzionale dedicato ai martiri terlizzesi dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, avvenuto il 24 marzo del 1944, quando i nazisti trucidarono orrendamente 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei e detenuti comuni.
Durante la manifestazione, a cui hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni comunali, un componente dell’Associazione Nazionale Partigiani di Roma, ufficialmente invitata a partecipare alla celebrazione, è stato avvicinato dal portabandiera dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato, che gli ha rivolto queste parole: “Gesmundo era un terrorista”.
Gioacchino Gesmundo, assieme a Pietro Pappagallo, è stato, come è noto, una delle due vittime terlizzesi della rappresaglia nazista. Il grave avvenimento non ha avuto conseguenze di sorta per l’ordine pubblico, ma alcuni presenti hanno chiesto veementemente alle forze dell’ordine di allontanare dalla manifestazione l’autore dell’apostrofe revisionista, un socio della sezione Anps di Terlizzi-Bitonto.
Immediate le reazioni da parte del mondo politico. La Corrente ha diffuso un video in cui il socio Anpi romano, Mario Iatonna, ricostruisce l’accaduto. “Per fortuna c’è stata una reazione seria e democratica dei partecipanti al corteo e quel signore è stato isolato – ha dichiarato – Il fatto che appartenga all’associazione della polizia di stato è la cosa più sconvolgente”. Iatonna, che ha già partecipato alla manifestazione commemorativa in passato, ha anche riferito che quella di stamattina è la seconda volta che il socio Anps ha esclamato le stesse parole “revisioniste” nel bel mezzo del corteo istituzionale.
“Che a 75 anni dall’eccidio delle fosse Ardeatine ci sia gente che urla pubblicamente che Gioacchino Gesmundo sia stato un terrorista è forse segno dei nostri assurdi tempi – commenta La Corrente -. Che questa affermazione venga proferita da un terlizzese ad un romano venuto qui per testimoniare la memoria di un sacrificio è una aberrazione”.
In mattinata il consigliere comunale di opposizione Volpe ha denunciato l’accaduto alla polizia municipale e ha richiesto al sindaco Gemmato un richiamo ufficiale all’Anps, “chiedendo di allontanare il responsabile di simile vile gesto dall’associazione e conseguentemente di non permettere a simili soggetti di partecipare al corteo”. Così Volpe: “Queste vergognose provocazioni (mi chiedo come possa accadere una cosa del genere all’interno di un corteo istituzionale) non riusciranno a rovinare il clima di partecipazione e il gemellaggio tra gli antifascisti di Terlizzi e la sez. Anpi di Roma che abbiamo costruito in questi anni. Un motivo in più per partecipare stasera al corteo antifascista, sulla strada di Gioacchino e Don Pietro”. Queste, invece, le parole – lapidarie – di Pasquale Vitagliano di Città Civile: “Non sono turbato, sono rassegnato a questo clima: pubbliche virtù e barbarie private”.
Il presidente della sezione Terlizzi-Bitonto Andrea Cipriani si è immediatamente scusato e dissociato dalle parole ingiuriose del socio: “Le considero di una gravità estrema. È inaccettabile e poco dignitoso verso i nostri martiri. Quindi mi scuso pubblicamente per quanto accaduto, con tutti i presenti all’evento. Sicuramente saranno presi idonei provvedimenti al fine di salvaguardare l’immagine dell’associazione”, annuncia.
Nel tardo pomeriggio, a partire dalle 18 e 30, in Piazza IV Novembre ci sarà la seconda parte di “Sarà Primavera”, la manifestazione civile organizzata dall’Arci La Garra per ricordare i due terlizzesi uccisi dai nazisti nelle cave romane. Interverranno Gaetano Paparella, Presidente Arci La Garra Terlizzi, il nipote – omonimo – di Gioacchino Gesmundo, il pronipote – omonimo – di Don Pietro Pappagallo, Carla Pergola, Presidente della sezione Anpi “Don Pietro Pappagallo” di Roma, e Ferdinando Pappalardo, Presidente dell’Anpi Bari. Durante l’evento saranno lette alcune pagine scelte dall’attore e regista teatrale Michele Altamura.
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