«L’opera del de Napoli ha subito per caso danni minimi, ma occorre una figura che diriga Pinacoteca»

© TerlizziLive
La Soprintendenza alle belle arti e al paesaggio risponde all’esposto inoltrato dal consigliere comunale di opposizione Volpe sul danneggiamento subito a maggio dalla tela “San Vincenzo Ferreri dona i suoi averi ai poveri”
Giunge la risposta della Soprintendenza all’Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Bari all’esposto inoltrato dal consigliere comunale di opposizione Volpe sul danneggiamento subito dall’opera di Michele de Napoli “San Vincenzo Ferreri dona i suoi averi ai poveri”, custodita in una sala della Pinacoteca.
A maggio la tela è stata danneggiata nel vetro e nella cornice a causa di un indebito spostamento compiuto da individui attualmente ancora non identificati. Pur riconoscendo che il danno subito dall’opera è stato fortunatamente minimo, nella sua relazione – seguita al sopralluogo svolto il 7 giugno scorso, il soprintendente Luigi La Rocca mette in rilievo come “solo un caso fortuito ha evitato che il vetro potesse tagliare la tela”, databile alle metà del 1800 e definita come uno dei pezzi più pregiati della collezione.
“Appare altresì evidente – rileva il soprintendente – che qualunque movimentazione debba essere effettuata da personale idoneo, circostanza questa piuttosto remota in considerazione della presenza di una sola unità all’interno dell’immobile”.
“Preme evidenziare che la sala utilizzata per le conferenze”, un ambiente dove – osserva la relazione – “non è stato possibile accertare in via definitiva se le telecamere di sorveglianza siano attive né è tantomeno chiara la situazione termoigrometrica”, “mal si addice ad una buona conservazione della delicata opera” a causa del continuo passaggio di persone e per la scarsa “protezione dalla luce, che com’è noto, assieme alla polvere può arrecare danni irreversibili”.
L’osservazione finale del soprintendente mette, ad ogni modo, in evidenza “la necessità di una figura professionale, attualmente assente, che diriga la Pinacoteca e garantisca la buona conservazione della collezione”. “Contrariamente – conclude la relazione – “non possono che reiterarsi problemi simili a quello occorso”.
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