Ospedale di Corato, tentato furto d’auto e minacce di morte al medico. «Servono ospedali più sicuri»

La Redazione
l ospedale di corato

«Tutto questo succede a tre anni dalla Carta di Ruvo e dal Piano di riordino ospedaliero che aveva designato quell’ospedale come ospedale di primo livello», commenta il comitato per l’ospedale unico Nord Barese

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Alla fine del 2017 oltre 200 dipendenti dell’ospedale “Umberto I” di Corato lo denunciarono persino tramite un esposto inviato ai vertici della Asl Bari: troppi i furti d’auto e gli atti di vandalismo perpetrati all’interno della struttura sanitaria coratina.

Ma, a vedere quanto accaduto nel giorno di ferragosto, la situazione non deve essere cambiata di molto. Anzi.

Dopo 18 ore di fila di turno, uno dei medici in servizio nella struttura coratina stava per smontare e tornare finalmente a casa dai suoi bambini. Non dalla moglie, però. Perché lei, invece, era appena arrivata per iniziare il suo turno nello stesso ospedale dove anche la signora lavora.

Ed è stata proprio lei a notare tre individui che armeggiavano pesantemente contro l’auto del coniuge. La donna ha cominciato a urlare contro i tre malviventi, ricevendone in cambio minacce mortali (“se non stai zitta ti tagliamo la gola”). Incurante del pericolo, ha coraggiosamente continuato a gridare fino ad attirare l’attenzione e far scappare i tre. Solo allora il marito ha potuto rendersi conto che in quello che sembrava un normale mattino di routine, aveva rischiato di perdere l’auto, se non la moglie.

«Tutto questo, incredibile a dirsi, succede a tre anni dalla Carta di Ruvo e dal Piano di riordino ospedaliero che aveva designato quell’ospedale come ospedale di primo livello» è il commento del comitato per l’ospedale unico del Nord Barese.

«In realtà nulla è stato fatto da allora. E medici e operatori continuano a svolgere il loro lavoro, – per alcuni, come il medico che ha subìto il tentativo di furto, la loro missione – senza un’adeguata sicurezza dentro e fuori le mura. Vogliamo pertanto nuovamente invitare i vertici regionali a prendere atto della situazione insostenibile sul piano della sicurezza, e non solo – e a mettere celermente in atto quanto previsto dal Piano di riordino.

Facciamo appello direttamente al presidente Michele Emiliano. Abbiamo bisogno di ospedali di primo livello, non di ospedali insicuri al massimo livello. Ne va della serenità di medici e operatori e della salute dei pazienti di un intero Territorio di 200mila abitanti. Il tempo è scaduto. Non sfidiamo ancora la sorte».

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