Scoppia il caso PalaChicoli: «Associazioni buttate fuori con la forza». Il Comune: «Nessun blitz»

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Nel tardo pomeriggio di ieri la polizia municipale ha sgomberato il palazzetto mentre erano in corso gli allenamenti di alcune società sportive locali la cui convenzione sarebbe scaduta. Le proteste dell’opposizione
Scoppia il caso PalaChicoli. Nel tardo pomeriggio di ieri, infatti, è iniziata a circolare la voce di uno sgombero forzato, condotto dalla polizia municipale nella struttura mentre erano in corso gli allenamenti da parte dei giovani tesserati di alcune società sportive locali.
Tra i primi a verificare la notizia il giornalista terlizzese Renato Brucoli, che ha parlato di vero e proprio blitz, effettuato “con un vergognoso posizionamento di gazzelle accompagnate dal perentorio ordine di sgombero della struttura”. Le associazioni sportive – ha testimoniato Brucoli in un post su Facebook – si sono fermamente opposte all’ordine di lasciare il palazzetto e hanno chiamato i carabinieri, adducendo a motivazione il fatto che lo spazio era occupato in quel momento da molti minorenni, che non potevano essere affidati ai familiari, ignari dell’interruzione anticipata degli allenamenti.
La ragione dello sgombero sarebbe l’occupazione abusiva del palazzetto da parte delle società, dato che la precedente convenzione di utilizzo è scaduta a giugno e non è stata ancora rinnovata. Proprio avantieri, peraltro, si è svolto un confronto tra l’amministrazione e le parti interessate per programmare il prossimo “calendario” di frequenza della grande palestra. Le società, tuttavia, hanno ripreso a utilizzare il PalaChicoli nelle more del rinnovo dell’intesa con i gestori, sortendo le conseguenze appena descritte. La struttura rimarrà chiusa alle associazioni fino a nuove comunicazioni.
L’episodio è stato rilanciato immediatamente dall’opposizione, che ha attaccato l’amministrazione per aver messo in atto un provvedimento non formalizzato da alcuna ordinanza o documento scritto. Città Civile, in particolare, contesta anche i modi dello sgombero, giudicati quantomeno bruschi, ma allarga il campo a considerazioni di carattere generale, quali l’assenza di una figura politica delegata allo sport e il conseguente difetto di pianificazione in materia, ma anche la mancanza di spazi pubblici dedicati ai giovani e alle attività ludico-ricreative, adesso che – sottolinea il movimento – il PalaChicoli è stato interdetto, sia pure temporaneamente.
“Ai vigili sono state chieste delucidazioni. Nessuno risponde. Non dicono chi abbia loro dato l’ordine di un gesto cosi grave e vile – ha scritto il movimento in una nota -. I responsabili dei ragazzi non hanno interlocutori. Il sindaco dorme. A Terlizzi non esiste un assessore allo sport. La consigliera delegata (con delega scaduta e non rinnovata) non esiste. Dopo l’allenamento la struttura è liberata in fretta. I vigili provvedono a sbarrare gli ingressi e a porre un lucchetto nuovo. Nessuno può più accedervi. Da oggi i nostri ragazzi non hanno uno spazio pubblico, e dico uno, in cui praticare sport. Le poche strutture disponibili sono lasciate all’incuria e all’abbandono. Nessuna attività di manutenzione. Nessuna custodia. Nessuna pulizia”.
L’amministrazione comunale, tuttavia, replica a stretto giro di posta con una lunga nota di chiarimento in cui nega recisamente l’evenienza di qualsivoglia “blitz” o “atto di forza” da parte della polizia locale: “Quello che invece è successo è che una singola pattuglia della Polizia Locale è intervenuta in quanto alcune società sportive erano presenti all’interno della struttura senza aver preventivamente calendarizzato e comunicato la propria presenza. Appena il giorno precedente, infatti, l’Amministrazione comunale aveva incontrato le associazioni e le società sportive allo scopo proprio di programmare insieme – in maniera ordinata e concertata – l’uso delle strutture sportive per la stagione 2019-2020, ribadendo la volontà di offrire a tutti i richiedenti la possibilità di usufruire degli spazi disponibili. Nessuno ha buttato fuori nessuno. Né tantomeno sono stati buttati per la strada minori o maggiorenni. Coloro che affermano questa colossale menzogna mentono sapendo di mentire, strumentalizzando vergognosamente dei bambini e offendendo senza pudore l’operato delle forze dell’ordine. La verità è che gli agenti di Polizia Locale hanno atteso la fine degli allenamenti prima di chiudere il PalaChicoli e farsi consegnare le chiavi, spiegando ai diretti interessati che l’uso delle strutture sportive comunali, a inizio di ogni stagione sportiva, deve essere soggetto a una regolamentazione. Ciò in quanto la disponibilità e l’utilizzo di una struttura sportiva comunale non può essere appannaggio di pochi, ma di tutte le realtà sportive della città. Di fronte alla reiterata resistenza da parte di alcuni soggetti e al rischio che la situazione potesse degenerare, gli stessi agenti hanno ritenuto di chiedere la presenza dei Carabinieri solo a scopo precauzionale. Ancora una volta, dunque, siamo costretti a smentire notizie gravi, prive di fondamento e non verificate, riportate sui social media da parte delle solite forze politiche di opposizione che si riempiono la bocca della parola ‘legalità’, salvo poi scagliarsi contro chi la legalità la fa rispettare per davvero. Quelle diffuse in queste ore sono solo becere chiacchiere da bar sport artatamente diffuse da parte di soggetti politici che, stando comodamente dietro una tastiera di computer, si lasciano andare in affermazioni gravemente lesive dei pubblici ufficiali intervenuti. L’aggravante, poi, che queste falsità siano avallate da una forza politica presente in Consiglio comunale che dovrebbe invece attenersi ai documenti ufficiali, la dice lunga sullo scadimento di stile e sulla mancanza di argomenti che purtroppo affligge il centrosinistra di Terlizzi. Ogni scusa è buona per attaccare sindaco e amministrazione comunale. Dunque alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine intervenute va la sentita vicinanza da parte di tutta l’Amministrazione Comunale”.
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