2 novembre, in Largo Plebiscito si degusta la “quartecédde”. Il programma

La Redazione
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La ricorrenza, che fa parte delle usanze popolari terlizzesi legate al culto dei morti, sarà celebrata con una manifestazione organizzata dal Comune di Terlizzi con il coordinamento e la direzione artistica di Enzo Sforza

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Sabato 2 novembre, a partire dalle 18, in Largo Plebiscito a Terlizzi torna il rito della “quartecèdde”, il tradizionale pane farcito di ricotta forte e alici salate per commemorare i defunti.

La ricorrenza, che fa parte delle usanze popolari terlizzesi legate al culto dei morti, sarà celebrata con una manifestazione organizzata dal Comune di Terlizzi con il coordinamento e la direzione artistica di Enzo Sforza e la collaborazione del gruppo famiglia della parrocchia Immacolata e dei panificatori della città. La presentazione sarà affidata a Emma Ceglie.

Il programma della serata avrà inizio alle ore 18 con l’accensione del falò. Più tardi, alle 18 e 30, don Roberto de Bartolo, parroco della chiesa Beata Maria Vergine Immacolata, celebrerà una messa in onore dei defunti. Alle 19 e 30 si terrà il concerto delle marce della tradizione popolare a cura della banda “Gisonda”. Alle 20 e 30 gli esperti di storia locale, Vito Bernardi e Olga Chiapperini, racconteranno curiosi aneddoti legati alle origini della “quartecèdde” e al culto dei morti in Puglia. L’evento proseguirà alle 21 con un’esibizione della formazione da camera “Trio Suite”.

«La quartecèdde è una testimonianza del nostro passato che merita di essere rievocata e celebrata. E ciò perché l’identità di una comunità trae sempre origine delle sue tradizioni», spiegano in una nota il sindaco Ninni Gemmato e l’assessore alla Cultura Lucrezia Chiapperino. «Quest’anno abbiamo voluto aggiungere una dimensione sociale grazie al coinvolgimento attivo della parrocchia Immacolata e dei panificatori. Non a caso, per la prima volta, l’evento si tiene sul sagrato del Purgatorio, in largo Plebiscito, scelta che vuole essere un richiamo storico alle origini della giornata dei defunti. Il risultato è una festa corale grazie alla quale tutti insieme ci sentiremo ancor più comunità».

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