Mensa scolastica, La Corrente: «Ingiustificabile che non sia partita: giovedì scenderemo in piazza»

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Il movimento politico accusa il sindaco di non avere tenuto fede alla promessa di dare avvio al servizio negli istituti primari comunali nella giornata di oggi, lunedì 4 novembre
La Corrente accusa Gemmato di non aver tenuto fede alla promessa di dare avvio alla mensa scolastica negli istituti primari comunali nella giornata di oggi, 4 novembre.
“Avete/abbiamo creduto al primo cittadino che vi/ci aveva assicurato che stamattina sarebbe partita la mensa scolastica – esordisce la nota del movimento -. I vostri/nostri bambini hanno già perso 77 ore di attività didattiche (corrispondenti a 2 settimane intere di scuola). Se ci si cimentasse nel calcolo di quanti giorni i piccoli terlizzesi in età da scuola dell’infanzia hanno perso durante i sette anni di cattiva gestione Gemmato si scoprirebbe che siamo quasi 6 mesi di scuola, di condivisione, di crescita”, nota La Corrente.
“Ebbene, siete/siamo stati presi in giro perché oggi, 4 novembre, la mensa non partirà, così come non partirà domani, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Se ci si soffermasse a leggere le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco e dal suo fido Presidente del Consiglio nell’ultimo periodo si troverebbe un tripudio di promesse non mantenute, di atteggiamenti accusatori nei confronti dei dipendenti comunali rei di aver correttamente affermato che la mensa non sarebbe partita oggi, di spiegazioni che rasentano il penoso volte a far credere a genitori esasperati e lavoratori che la colpa è delle imprese che hanno concorso alla gara bandita dal Comune. È il settimo anno consecutivo che accade. Un ritardo indecente, ingiustificabile per un paese civile”, attacca La Corrente.
“In tutti i paesi limitrofi la mensa è già partita, e da diverse settimane. È arrivato il momento di dire basta!”, annuncia il collettivo, che giovedì 7 novembre, a partire dalle 11 del mattino, si unirà alla mobilitazione degli operatori della mensa scolastica, invitando a partecipare alla protesta anche i genitori degli studenti. “Ne va del nostro futuro e di quello dei nostri figli”, conclude La Corrente.
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