Polemica Gemmato-Pagano, Grassi: «Il sindaco mistifica la realtà»

La Redazione
michele grassi

L’onorevole ha depositato una interrogazione parlamentare sul tema degli incarichi dirigenziali, che secondo l’opposizione locale sono concentrati nelle mani dell’unico dirigente tecnico in servizio pieno nel nostro Comune

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Il consigliere del Partito Democratico Michele Grassi interviene nella querelle tra il sindaco di Terlizzi, Ninni Gemmato, e il deputato dem Ubaldo Pagano, autore di una interrogazione parlamentare sul tema degli incarichi dirigenziali, che secondo l’opposizione locale sono concentrati nelle mani dell’unico dirigente tecnico in servizio pieno nel nostro Comune, Piscitelli.

“L’ultima replica del sindaco Gemmato, a seguito dell’interrogazione parlamentare della Camera dei Deputati dell’onorevole Ubaldo Pagano, è veramente stucchevole – esordisce Grassi -. Infatti, il sindaco sovranista continua ad evitare il merito degli addebiti rilevati. Continua a concentrare incarichi ad interim e quindi deleghe gestionali nelle mani dell’unico dirigente comunale rimasto, peraltro ancora in prova. L’ha fatto in passato con il Comandante della Polizia Municipale e poi con il dirigente dell’Utc, entrambi pure a mezzo servizio con altre cittadine, e lo fa oggi. Chissà perché”.

Per Grassi il sindaco è un “mistificatore della realtà” dal momento che “seguita a fare solo polemica, parlando di un’amministrazione ‘che lavora’ e di una ‘comunità che cresce”. “Utilizza i social per dare l’impressione che tutto vada bene, sapendo che non tutti hanno il tempo per approfondire, sopratutto quanti leggono e non sono residenti a Terlizzi”, osserva il consigliere.

“Io ad esempio, consigliere comunale di opposizione, non frequento affatto i salotti buoni del sindaco e neanche quelli del fratello parlamentare, ma ascolto per le strade e nelle piazze la comunità terlizzese, secondo cui le cose vanno molto diversamente”, continua l’esponente del Partito Democratico, che prosegue articolando i fronti critici dell’operato della giunta Gemmato: “una fondazione dedicata alla promozione della Festa Maggiore, che attende (da anni) la costituzione. L’organico dei dipendenti comunali al collasso, per il numero esiguo, anche per i valzer di entrata e uscita per mobilità, peraltro dipendenti senza direttive, perché senza più dirigenti stabili. Per non parlare dei vigili urbani, ancora vistosamente sotto organico rispetto alle esigenze di un’intera collettività, con diversi anche a tempo determinato e residenti a centinaia di chilometri. L’amministrazione comunale Gemmato non è neanche in grado di assicurare l’ordinaria manutenzione delle scuole. Il Municipio, quello di pietra, chiuso dal 2013 e trasferito a tre chilometri. L’ascensore dei Servizi Sociali è stato addirittura bloccato per molto tempo e per rimetterlo in funzione è stato necessario l’intervento di alcuni di noi consiglieri comunali di opposizione, che ne hanno discusso insistentemente nella massima assise cittadina. Il servizio pubblico dell’illuminazione è costantemente carente sin dal 2013, poiché a turno i diversi quartieri della cittadina sono spesso e volentieri al buio, creando grande preoccupazione anche di sicurezza”.

L’elenco delle carenze rilevate dalla minoranza continua: “Il servizio di pulizia dei rifiuti sul territorio è inefficiente, visto che il paese è sporco e nelle campagne pullula l’abbandono indiscriminato di rifiuti – anche inquinanti, come l’amianto e i materiali di risulta – e con l’esplosione del triste fenomeno dei roghi tossici. Il sindaco non si preoccupa che dalla sua elezione, otto anni fa, continua ad affidare direttamente, per la raccolta dei rifiuti urbani, a chi ritiene lui, quattro milioni di euro, che si svena per far assumere autisti occasionali del sovranista, parenti e amici dei fratelli e delle sorelle d’Italia. Il Sindaco dimentica che la Sanb spa, che lui affidò nel 2014, alla sua cara amica dirigente, non ha mai funzionato, sinora. Il sindaco dimentica che l’Aro Bari 1, da lui presieduto, è stato dalla Regione Puglia commissariato già da tempo. Il sindaco dimentica che deve rimborsare alla Città Metropolitana di Bari oltre un milione di euro per tributi ambientali, di diversissimi anni. Il sindaco dimentica che anche l’urbanistica sta diventando un grande bubbone, così come la sua consigliera comunale potrebbe testimoniare”.

L’ultima considerazione è sulla crescita, auspicata, di Terlizzi: “Dov’è la tanto declamata crescita di questa comunità, se non vengono fatti investimenti seri, se non ci si cura adeguatamente della zona artigianale, del mercato dei fiori, tanto che i giovani continuano a emigrare in cerca di un vero futuro?”, conclude Grassi.

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