Suor Elena, dal karate alla missione in Brasile con Casa Betania

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La storia di Elena Tuccitto, da giovane promessa del karate a responsabile del progetto di recupero scolastico della Fraternità di Betania a Salvador de Bahia, in Brasile
Dal mondo del karate agonistico all’evangelismo militante di Casa Betania.
È l’atipica parabola di suor Elena, al secolo Elena Tuccitto, nata nel 1967 a Bibbiena, in provincia di Arezzo. Insegnante di educazione fisica, con laurea magistrale in scienze motorie preventive adattate e diploma in Teologia Spiritual, Elena diviene subito una promessa delle arti marziali, tanto da conquistare addirittura, nel 1993, la medaglia d’oro nella Coppa del Mondo di karate disputatasi ad Algeri, in Algeria. “Era il 7 ottobre, la giornata in cui si festeggia la Madonna del Rosario, e dedicai la mia vittoria alla Vergine. Rivedermi in quelle vesti mi ha fatto venire voglia di rendere gloria a Dio, e ancora oggi lo ringrazio”, racconta a “Repubblica”.
In quel periodo di successi sportivi, anche se viene da una famiglia di forte educazione cattolica, Elena è ancora laica ed è fidanzata con il suo allenatore. “Scelsi il karate perché venivo dall’atletica leggera. Entrai in palestra e mi innamorai del mio maestro. Ma sono rimasta subito affascinata dal rispetto che ha chi pratica questa disciplina”.
Tuttavia, la vita di Elena ha preso ben presto una virata differente. “Quando sono scesa dal podio ad Algeri ho sentito un vuoto e mi sono detta ‘tutto qui?’. La vittoria sportiva non è riuscita a darle pienezza. “Ho una sorellina down che quando sono tornata a casa mi ha chiesto ‘hai detto un Ave Maria?’. L’ho fatto e mi ha dato una pienezza che mi ha convinto a coltivare la mia spiritualità”, testimonia Elena.
Il passo successivo è stato quello di entrare nella Comunità Francescana di Betania, la cui sede principale è proprio nella nostra città. L’ordine fondato nel 1982 da Padre Pancrazio, al secolo Nicola Gaudioso, la conquista infatti con la sua regola improntata alla vita fraterna e all’accoglienza. “Ci ho messo quattro anni a decidermi: un giorno sono partita e non sono più tornata. A distanza di ventidue anni non sono pentita di questa scelta”, osserva Elena”.
Attualmente suor Elena è responsabile del Segretariato delle Missioni della Fraternità, che coordina varie comunità, distribuite tra l’Italia, la Germania, la Svizzera e il Brasile. La sorella, dopo sei anni di missione in terra brasiliana, lavora dall’Italia per raccogliere fondi per la Fondazione Betania Onlus, in particolare per il “Progetto Brasile”, che si rivolge a bambini e giovani dai 6 mesi ai 18 anni che vivono gravi situazioni di disagio nella città di Salvador de Bahia. In dieci anni la Fraternità ha costruito una scuola dell’infanzia che accoglie 120 bambini (da 5 mesi a 6 anni) e un centro sportivo.
In quella parte del Brasile, spiega Elena, “regna sovrana la droga e la prostituzione, ma noi siamo almeno una goccia nell’oceano. Lì il corpo non è valorizzato, ma viene sfruttato. Noi lavoriamo su quello per permettere ai giovani di capire che c’è un’altra possibilità di vita. Ci si può riscattare dalle leggi della favelas, avere il desiderio di costruirsi un futuro diverso. Non posso dimenticare il primo giorno di scuola dei bimbi dell’asilo. Mi sono commossa nel vederli rotolare sul prato, è un loro diritto”, ricorda. “Il prossimo step sarà la scuola dai 6 anni ai 18”.
L’obiettivo per i prossimi anni è quello di costruire anche una scuola elementare, media e superiore, organizzando corsi di avviamento professionale che potranno togliere dalla strada tanti sfortunati bambini e ragazzi brasiliani. Per realizzare questi ambiziosi progetti, suor Elena chiede una donazione a chiunque volesse contribuire dall’Italia. Le informazioni e le modalità per dare un aiuto concreto a questa iniziativa sono sul sito e sulla pagina Facebook della Fraternità Francescana di Betania.
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