La chiamata del Mat al “popolo delle associazioni”: «Facciamo rete in questo momento difficile»

La Redazione
Il Mat

Il Laboratorio Urbano lancia una “call” e un sondaggio esplorativo per mappare e ricostruire una rete delle associazioni e degli enti del territorio, impossibilitati a operare a pieno regime dall’epidemia coronavirus

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Una call verso tutte le realtà associative locali per fare rete e cooperare in un momento particolarmente difficile per il mondo della cultura e dello spettacolo, messi alla frusta dalle conseguenze dell’epidemia da coronavirus.

La chiamata è partita dal Mat Laboratorio Urbano, motivata dalla necessità – si legge in un comunicato – “di conoscersi, mapparsi e condividere i bisogni e le urgenze dettate dall’emergenza che sta colpendo duramente anche il terzo settore”.

“L’emergenza coronavirus ci ha costretti al distanziamento sociale, a sospendere le nostre iniziative riducendo esponenzialmente la capacità di aggregazione – recita la nota -. Non siamo ancora certi della durata e dell’impatto a lungo termine che questa emergenza provocherà sulle nostre attività e sulle libertà. Non è necessario ricordare come questo evento sta già modificando la capacità e la modalità delle persone di stare insieme, di aggregarsi, di frequentare luoghi e spazi cittadini e di fruire di contenuti culturali e di servizi alla persona”.

“Mai come adesso sentiamo il bisogno di non essere soli. Quel che ci spinge alla condivisione è la consapevolezza generale che la voglia di ri-cominciare è anche una necessità per molti e che il desiderare una nuova fase è l’atto di forza necessario per iniziare”, continua la call. “Le associazioni e gli enti aggregativi di Terlizzi sono l’ossatura attorno alla quale si compone il sistema-città, la forza attiva e propulsiva che raccoglie le istanze della gente, di molti microcosmi della comunità spesso inascoltati”.

Il 2 maggio scorso si è già tenuto un incontro preliminare on line, a cui hanno partecipato i rappresentanti di circa 30 realtà associative ed enti terlizzesi, riuniti per la prima volta intorno ad un tavolo virtuale per condividere riflessioni comuni su questa congiuntura e sulle prospettive che si prefigurano. “C’è grande necessità e una viva volontà di sviluppare un approccio nuovo rispetto all’intero comparto ed ecosistema di associazioni e organizzazioni terlizzesi. Fare Rete non può essere solo un meccanismo fatto di regole inscritte in albi o contenitori predeterminati. Fare Rete è un modo di vivere la realtà che si sostanzia attraverso l’uso di strumenti utili a mescolare i punti di vista di ciascuno. L’idea alla base di questo processo in atto rimanda ad iniziative che vedono la compartecipazione attiva di tutte le realtà attraverso un dialogo costante e propositivo al fine di avanzare proposte, trovare soluzioni e legittimare la nostra importante funzione di presidi del territorio, di infrastrutture sociali, educative e culturali che sorreggono la città. Il nostro operato produce naturalmente un impatto sociale e urbano importantissimo nel senso che le nostre azioni, definendosi nei vari campi che coincidono con il contesto territoriale, non sono solo dei servizi erogati, ma assumono una dimensione molto più rilevante in quanto producono effetti tangibili sulle persone, sulla mentalità. Il nostro operato è esso stesso strumento per lo sviluppo sostenibile delle città”.

La prima risoluzione del “popolo delle associazioni” è stata quella di creare un questionario on line, una sorta di sondaggio da compilare e sottoscrivere su base volontaria, che ha come obiettivo quello di “fotografare”, mappare per ricostruire il tessuto delle realtà del terzo settore a Terlizzi. “Un primo passo per avviare un processo di conoscenza e di relazione tra tutte le realtà che vi parteciperanno”, sintetizzano dal Mat, che sottolinea: “Non vogliamo acquisire dati, ma di attivare un percorso partecipato al fine di sviluppare un dialogo in apertura verso i bisogni della comunità terlizzese e della città di Terlizzi. Vogliamo raccogliere informazioni, descrizioni, idee e suggestioni per predisporre al meglio le basi per la creazione di un documento di lavoro completo, congiunto che potrà essere condiviso tra tutti e sarà utile per strutturare al più presto altre azioni in sinergia” commentano i promotori dell’iniziativa.

Il questionario è compilabile online. Su richiesta delle realtà interessate il Mat invierà una email con il link per partecipare al sondaggio. Le realtà che vorranno partecipare al processo di mappatura, confronto e condivisione che ne seguirà, potranno contattare il Mat Laboratorio Urbano attraverso i canali social e tramite mail all’indirizzo dell’Associazione capofilla, collettivozebu@gmail.com.

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