Secondo la rivista “Amazing Puglia” Terlizzi non è tra le 70 città più vivibili della nostra regione

La Redazione
Turisti inglesi a spasso per il centro storico

La graduatoria, pubblicata alcuni giorni fa sul magazine, riporta una lista ordinata dei Comuni pugliesi in cui vi sarebbe la migliore qualità di vita. Bari è al primo posto, Cerignola al 70esimo

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Secondo la rivista “Amazing Puglia” Terlizzi non sarebbe tra le prime 70 città più vivibili della Puglia.

Il magazine ha stilato alcuni giorni fa una classifica dei centri della nostra regione che, per una combinazione di ragioni favorevoli – di natura sociale, culturale, congiunturale e politica -, sono particolarmente abitabili e godibili, dai cittadini e dai turisti.

“Amazing Puglia” è una pubblicazione trimestrale rigorosamente in cartaceo distribuita in tutta la Puglia e dedicata specificatamente a “chi è orgoglioso di essere, o sentirsi pugliese”. La sua linea editoriale è, raccontano i fondatori, “raccontare l’altra Puglia, quella bella, quella che piace ai turisti, quella che non si piange addosso e va avanti, investendo, credendo nel futuro e nelle proprie potenzialità. È la Puglia delle buone Università, dei tanti ragazzi che diventano start upper, degli imprenditori illuminati che non vogliono andare via e continuano a scommettere sulla Puglia. Ma ci piace raccontare anche le belle storie dei pugliesi che sono partiti e stanno realizzando grandi cose, così come quelle dei non pugliesi che si sono trasferiti qui per avviare imprese o semplicemente per viverci qualche mese l’anno”.

La graduatoria è stata diffusa il 31 luglio scorso, riportando una lista ordinata dei Comuni pugliesi in cui vi sarebbe la migliore qualità di vita. Al primo posto figura Bari, seguita da Monopoli e Lecce: mestamente ultima tra le 70 Cerignola. I comuni del Foggiano sono quasi tutti nelle retrovie, mentre le città della costa nord e sud barese si trovano in ottime posizioni; inoltre, a parte qualche eccezione significativa, i piccoli e i medi borghi sono in genere piazzati meglio dei grandi centri.

“Amazing Puglia” specifica nell’articolo anche i parametri rispetto ai quali è stata generata la classifica, ovvero stabilità amministrativa, vivacità culturale e imprenditoriale, presenza di infrastrutture, qualità della pubblica istruzione e presenza di corsi universitari, aree verdi e piste ciclabili, progetti presentati e/o finanziati, sicurezza e ordine pubblico, qualità dei trasporti pubblici, attenzione verso i disabili, servizi ai turisti, qualità dell’offerta della ristorazione, indici della raccolta differenziata, possibilità di fare shopping e cura e decoro dei centri storici.

In ogni caso, la stessa rivista invita a guardare la classifica come “un tentativo di stimolare dibattiti, un incentivo per sindaci e amministrazioni locali ad uno sforzo a migliorare e migliorarsi ancora di più, affinché sia l’intera Puglia a trarre beneficio da una corretta gestione del territorio. Tutte le città sono migliorabili, ma nessun sindaco ha la bacchetta magica, anche se i cittadini impazienti pensano che si possa cambiare una città dall’oggi al domani – continua “Amazing Apulia” -: per invertire la rotta sono necessari cicli di almeno 10 anni, nei quali ci siano stabilità amministrativa, sindaci competenti, onesti e coraggiosi che non abbiano paura di sognare e che si lascino affiancare da assessori all’altezza (a volte invece, pur di primeggiare, si formano giunte imbarazzanti). Per aprire la strada al cambiamento servono anche altri fattori non secondari: 1) una buona struttura dirigenziale, e dunque una macchina burocratica che non rallenti l’azione amministrativa; 2) una cittadinanza proattiva, che stimoli e solleciti l’azione dei sindaci, senza attendere che le cose si muovano sempre dall’alto. Su quest’ultimo punto è bene fare una ulteriore precisazione: in nessuna città esistono cittadinanze perfette, così come in tutti i comuni resteranno i fuorilegge, quelli che continueranno a gettare rifiuti ovunque, quelli che non rispetteranno le regole di una normale convivenza civile. Ma l’esempio viene sempre da una minoranza: quando un 30% di persone decide che è giunta l’ora di cambiare, un altro 30% per cento di cittadini si accoderà. A quel punto il gioco è fatto, e le minoranze retrograde e maleducate si sentiranno messe nell’angolo, e si vergogneranno a ripetere certi comportamenti. È come nelle famiglie: l’esempio del genitore molto spesso è l’unica cosa che conta per educare al meglio i figli”.

La classifica, pur condotta con una metodologia non scientifica – per quanto la scienza possa intervenire in simili graduatorie -, ha suscitato le reazioni di alcuni cittadini e forze politico-associative locali. Città Civile attribuisce le responsabilità del mancato piazzamento all’amministrazione comunale: “Non possiamo fingere di essere sorpresi per tali risultati. Terlizzi fa fatica in tutti i settori. Le responsabilità politiche dell’attuale amministrazione sono chiare. Terlizzi merita una nuova strada, un nuovo progetto fatto di persone competenti, lungimiranti, giovani e senza interessi personali”.

Anche Puliamo Terlizzi, collettivo impegnato nella tutela del territorio, denuncia in una nota: “La notizia non ci fa per nulla piacere e purtroppo conferma ciò che da tempo denunciamo: l’assenza di politiche volte a preservare e promuovere la bellezza del territorio, il consumo smisurato di suolo a vantaggio di cemento e brutture, il degrado diffuso, lo scarso se non nullo senso civico di una parte significativa della popolazione unito al complice lassismo dell’amministrazione pubblica, fanno della nostra città un modello sempre più insostenibile e invivibile. Noi continueremo a batterci per arginare la deriva ambientale, che è anche culturale, nella quale Terlizzi si è invorticata. Cosa sarebbero stato delle periferie e delle campagne senza il lavoro costante e tenace dei nostri volontari negli ultimi sette anni? Risaliremo la china!”.

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