Si riapre il caso di Claudia De Chirico, la ragazza trovata senza vita nel 2016 nel sottopasso

La Redazione
ritrovato corpo senza vita nel sottopasso

Dovranno essere compiute nuove indagini entro quattro mesi. L’unico indagato, per istigazione al suicidio, è l’allora convivente

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Si riapre il caso legato alla morte di Claudia De Chirico, la ragazza trovata senza vita, con un cavo caricabatterie stretto al collo, nel sottopassaggio di Via Mazzini di Terlizzi il 22 dicembre 2016.

La Procura generale di Bari dovrà compiere ulteriori indagini in un arco di tempo di quattro mesi. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Trani, Maria Grazia Caserta.

Nel marzo scorso la Procura generale di Bari aveva già rivendicato la titolarità dell’inchiesta, in seguito alla seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Trani, a cui si erano opposti i familiari della giovane.

L’unico indagato è il fidanzato e convivente della ragazza, un trentunenne di Terlizzi, il quale in un primo interrogatorio ha parlato di un rapporto difficile con la fidanzata, con cui aveva avuto una discussione la sera prima del tragico episodio, e dell’intenzione più volte dichiarata dalla stessa di togliersi la vita.

In seguito alla prima richiesta di archiviazione, nell’ottobre 2019 il Gip di Trani, Maria Grazia Caserta, aveva concesso 3 mesi di tempo alla Procura per compiere ulteriori indagini, ordinando una consulenza tecnica al fine di determinare se fosse stato possibile per Claudia impiccarsi con un cavetto usb “senza l’ausilio di uno o più soggetti”. L’autopsia aveva rivelato un tasso alcolemico superiore alla norma. Tra le richieste del gip, anche quella di visionare le immagini di un impianto di videoregistrazione di Terlizzi che ha ripreso gli ultimi minuti di vita della 22enne.

A quanto si apprende, tuttavia, la Procura di Trani non si è avvalsa di un altro perito per verificare la dinamica del suicidio. Questa circostanza ha indotto la Procura generale ad avocare l’indagine: sarà necessario, adesso, compiere ulteriori analisi sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza e procedere a una nuova consulenza per accertare la dinamica dei fatti, nonché ad ascoltare alcuni testimoni.

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