Ha un malore, attende quasi un’ora per l’ambulanza. «Operatori tutti occupati, sanità al collasso»

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L’uomo si è sentito male ieri sera in zona posta, ma ha dovuto aspettare per circa un’ora l’intervento dei sanitari. I cittadini che l’hanno soccorso: «Il 118 non rispondeva»
Tra le conseguenze più spiacevoli della pandemia da coronavirus in corso – che sta coinvolgendo in maniera sempre più massiccia la nostra città: 73 casi attestati finora – vi è la palese tendenza al collasso della sanità locale.
Una prova di questo stato di assoluta emergenza è l’episodio accaduto ieri sera in zona posta centrale, dove attorno alle 18 un uomo ha avuto un improvviso malore mentre era per strada, accasciandosi a terra. L’individuo è stato soccorso da alcuni passanti, che l’hanno avvolto con una coperta e accudito in attesa delle ambulanze. Il problema è appunto questo: che il 118, chiamato a più riprese dagli astanti, non è stato reperibile per molti minuti. Nessuno riusciva a prendere la linea della centrale operativa.
“Ho provato per circa 30 minuti a contattare il 118, ma nulla, sempre la segreteria”, testimonia uno dei primi soccorritori: la voce registrata continuava a segnalare, infatti, inesorabilmente che tutti gli operatori erano in quel momento occupati, molto probabilmente impegnati con le chiamate relative ai casi di sospetto Covid. Sul posto, nel frattempo, si era riunita una piccola folla di cittadini in apprensione e poco dopo è sopraggiunta anche una pattuglia della polizia municipale.
Il 118, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, avrebbe risposto soltanto molti minuti dopo, e l’ambulanza sarebbe intervenuta soltanto un’ora dopo il primo tentativo di chiamata. A quanto si apprende, il malcapitato avrebbe comunque rifiutato di essere trasferito in ospedale e già in serata si trovava in buone condizioni.
Al netto del lieto fine, tuttavia, è abbastanza forte la sensazione di una sanità in grave e comprensibile difficoltà in queste ultime settimane: “Abbiamo atteso tanto, troppo tempo, se il signore avesse avuto un infarto, questa sarebbe potuta essere la sua ultima serata in questo assurdo mondo”, osserva il primo soccorritore.
L’episodio di ieri sera corrobora senz’altro l’esigenza vitale di attenersi strettamente alle norme igienico-sanitarie previste dal Dpcm in vigore per non ritrovarsi, a breve, ad affrontare situazioni ancora più gravi e irreversibili.
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