Coronavirus, morta un’anziana terlizzese: era tra i 78 positivi di Casa Alberta a Corato

La Redazione
L'interno della struttura Casa Alberta

L’anziana era tra i 78 casi di contagio riscontrati nella struttura rssa “Casa Alberta” di Corato, dove era ospite da tempo

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Una donna terlizzese di 85 anni è morta lunedì scorso in seguito al contagio da coronavirus.

L’anziana era tra i 78 casi positivi riscontrati nella struttura rssa “Casa Alberta” di Corato, dove era ospite da tempo. Le esequie sono state svolte secondo i rigidi protocolli vigenti in materia di contrasto al coronavirus. Si aggiorna dunque il conto delle vittime terlizzese legate al Covid-19.

Nella residenza socio-sanitaria assistenziale per anziani di Corato si è registrato negli scorsi giorni un vasto focolaio Covid con contagi accertati tra operatori e ospiti. La notizia è rimbalzata anche sui media nazionali.

«La maggior parte degli ospiti è positiva, risultano negativi 6 o 7 pazienti», conferma il direttore della struttura, Giulio Mennoia – «la maggioranza degli ospiti è positiva (la rssa, a regime, può accoglierne circa cento, ndr), tutti prevalentemente asintomatici. Uno sparuto gruppo, circa 5 persone, ha sintomi spesso aggravati da patologie pregresse, mentre 6 o 7 pazienti risultano negativi. I numeri sono soggetti a variazioni e comunque siamo in attesa ancora di qualche esito».

«Purtroppo – prosegue il direttore – in una fase così drammatica che ha travolto tutti i sistemi di sicurezza, controllo e gestione del nostro territorio non potevamo, malgrado i nostri sforzi, pensare di essere immuni. La situazione è complessa, ma la stiamo gestendo egregiamente evitando anche ricoveri ospedalieri. Il personale rimasto e quello che faticosamente stiamo cercando di reclutare in queste ore convulse sta dimostrando una abnegazione commovente. Medici, infermieri, operatori non si stanno risparmiando. Non possiamo non ringraziare questi eroi che si stanno adoperando ben oltre le straordinarie necessità. Grande supporto lo stiamo ottenendo dalle inappuntabili strutture Asl.

«I nostri medici hanno comunicato a tutti i familiari l’entità della situazione. La proprietà nella persona di Fabio D’Introno, ha provveduto a dotare il personale dei DPI necessari. Tutti gli abili in questo momento sono sulla barricata – conclude Mennoia – e quelli che non lo sono non vedono l’ora di portare il loro sostegno».

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