Coltivazione di canapa sequestrata, l’avvocato dei proprietari: «Dichiarata legale e dissequestrata»

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Nell’ottobre scorso la Guardia di Finanza aveva sequestrato in un fondo rustico di Terlizzi mille piante di canapa e denunciato due persone. Le analisi hanno però dimostrato che la tipologia di canapa era legale
Ci scrive l’avvocato del proprietario del terreno in cui si trovava la coltivazione di cannabis sequestrata nello scorso ottobre dalla Guardia di Finanza nella periferia di Terlizzi.
Le fiamme gialle avevano sequestrato mille piante di canapa per un totale di circa mille chilogrammi e denunciato due persone. I proprietari del fondo rustico non erano stati in grado di dimostrare – secondo l’accusa della Finanza – che le piante coltivate appartenessero alla tipologia “sativa”, dichiarata legale in Italia.
“Segnalo che, solo ieri, il tribunale del riesame di Trani ha disposto il dissequestro della piante, trattandosi di coltivazione lecita”, dichiara il legale. “Il materiale del quale era stato disposto il sequestro e la distruzione da parte della procura inquirente, ancora prima che fossero eseguite analisi sul livello di Thc, infatti, è risultato contenere un principio attivo al di sotto della soglia limite dello 0,6%, prevista dalla legge”.
“Quello della coltivazione di canapa cosiddetta industriale è un settore in espansione, che garantisce reddito a diverse famiglie. La legge 242/2016 proibisce alla autorità inquirente di procedere a sequestro e distruzione delle coltivazioni di canapa, se prima non siano stati accertati livelli di Thc superiori alla predetta soglia – considera l’avvocato -. Tanto si precisa per le opportune rettifiche all’articolo da voi pubblicato”.
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