Marianna, prima terlizzese a vaccinarsi contro il Covid: «Ho fiducia nella scienza e nel mio lavoro»

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Laureata in Assistenza sanitaria, la nostra concittadina vive e lavora dal 2018 a Cerignola, dove ha sede il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Foggia, uno dei quattro hub vaccinali decisi dalla Regione
“È stato un momento molto emozionante e importante, perché ho riposto la mia fiducia in un futuro migliore, nella scienza e nel lavoro che svolgo”. A parlare è Marianna Annese, 31 anni, prima terlizzese in assoluto a vaccinarsi al coronavirus domenica 27 dicembre, nel corso del cosiddetto Vaccine Day.
Laureata in Assistenza sanitaria, la nostra concittadina vive e lavora dal 2018 a Cerignola, dove ha sede il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale di Foggia, uno dei quattro hub vaccinali designati dalla Regione Puglia, assieme a San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e San Severo. In quanto personale sanitario, Marianna Annese ha avuto priorità nell’accesso all’agognato vaccino, arrivato in 505 dosi la sera di sabato 26 dicembre allo scalo di Bari direttamente dal Belgio, dove la Pfizer ha i suoi stabilimenti.
Nel corso della sua giovane carriera, Marianna si è sempre occupata di malattie infettive e di vaccinazioni, dunque anche di Covid, sin dalla sua prima comparsa in Capitanata. “Il primo caso di Coronavirus l’ho gestito già il 28 febbraio scorso, durante la prima ondata – racconta a TerlizziLive -. Il ruolo che ho svolto fino a oggi è stata la presa in carico dei pazienti sin dall’esordio dei sintomi Covid, cioè da quando ci vengono segnalati dal medico di base, e successivamente gli viene eseguito il tampone, con eventuale esito positivo e relativo tracciamento dei contatti, fino all’accertamento della guarigione”.
Contrariamente ai cosiddetti no-vax, che si affannano a far passare i vaccini come un temibile strumento di controllo pubblico o, addirittura, un passo deciso verso la dittatura sanitaria, gli operatori del distaccamento di Cerignola sono stati tutti ben disposti a vaccinarsi, come testimonia Annese: “Sono stata sorteggiata tra trenta persone del mio dipartimento e quindi mi sono recata presso l’Istituto di Igiene e Sanità pubblica di Foggia, dove mi hanno somministrato la prima dose del vaccino”. Che, sottolinea la ragazza, non ha prodotto alcun effetto collaterale. “Sono stata tenuta soltanto una quindicina di minuti in osservazione e, poco dopo, nella stessa mattinata, ho raggiunto assieme alla dirigente del mio istituto e a un’altra collega la Casa del Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo”.
La giornata della giovane terlizzese non è, infatti, finita qui, perché dopo essersi sottoposta alla propria vaccinazione ha dato il suo contributo attivo al “Vaccine Day” pugliese: “Abbiamo vaccinato a nostra volta, personalmente, altri dieci operatori sanitari e medici del pronto soccorso locale. Sicuramente è stato uno dei momenti più belli della giornata, forse più della nostra stessa vaccinazione, perché siamo state in uno dei posti più colpiti dalla pandemia in Puglia”, commenta l’operatrice sanitaria. Sono 132, infatti, i pazienti Covid-positivi attualmente ricoverati nelle unità dedicate dell’ospedale garganico, 89 nel reparto di Malattie Infettive, 19 in Pneumologia, 10 in Terapia semintensiva e 14 in Terapia intensiva.
Quel che molti non sanno è che il Vaccine Day è in realtà doppio, perché per avere maggiore efficacia il vaccino dev’essere ripetuto a distanza di tre settimane con la somministrazione di un richiamo. “Adesso dovremo tornare a vaccinarci per completare l’opera, ma ho fiducia nel mio lavoro e nella scienza”, afferma sicura Marianna.
La controffensiva al coronavirus è insomma ancora di là dal concludersi, ma possiamo dire con soddisfazione che è finalmente cominciata. Anche in Puglia.
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