Dalla Giunta regionale 12 milioni di euro per le gelate 2017 e 2018

La Redazione
Gelata 2018

In Puglia perdite per 3 miliardi di euro in dieci anni a causa del clima pazzo

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Con deliberazione della Giunta regionale sono stati ripartiti 12 milioni di euro per le gelate 2017 e 2018 e per la tromba d’aria 2018, a sostegno degli agricoltori duramente colpiti da quelle calamità naturali. A darne notizia è la Coldiretti Puglia, plaudendo “alla sterzata impressa dall’assessore regionale all’Agricoltura Pentassuglia” per la ripartizione delle risorse stanziate per gli eventi calamitosi che nel 2017 e nel 2018 hanno inferto un duro colpo all’agricoltura pugliese, con il crollo – solo per il settore olivicolo – della produzione lorda vendibile per quasi 400 milioni di euro.

Si tratta di 12 milioni di euro – spiega la Coldiretti – per le declaratorie di calamità del Decreto Ministeriale 26219/17 “Gelate 2017” con 5,7 milioni di euro, del Decreto Ministeriale del 12 giugno 2019 “Gelate 2018” con 6,3 milioni di euro e del Decreto Ministeriale del 15 febbraio 2019 “Tromba d’aria 2018”.

“Ringraziamo l’assessore Pentassuglia perché ha dato risposta alle richieste di Coldiretti, considerato che con le risorse del Fondo di Solidarietà Nazionale per le gelate 2017 e 2018  è stato riconosciuto solo il 7% del danno riscontrato, pochi spiccioli che hanno deluso le aspettative e soprattutto non hanno in alcun modo supportato le aziende olivicole nella ripresa produttiva ed economica”, dichiara Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

La Giunta regionale della Puglia – aggiunge – ha anche deliberato una proposta urgente al Ministero delle Politiche agricole di declaratoria delle eccezionali avversità atmosferiche per la grandinata di luglio 2020 che si è abbattuta sulle province di Foggia, Taranto e Lecce.

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici, dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi.

I costi sono stati di oltre 3 miliardi di euro in un decennio, tra perdite di produzione agricola e danni a strutture e infrastrutture nelle campagne.

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