Palazzo di Città, Città Civile convocata dalla Polizia Locale: «Nostro esposto farà suo corso»

La Redazione
Polemiche per le condizioni del Palazzo di Città. Città Civile: «Caos e degrado

Il movimento ha presentato un esposto al Prefetto per segnalare lo stato di disordine testimoniato dalle foto scattate nei locali di Palazzo di Città. Ieri i firmatari sono stati invitati a presentarsi al Comando di Via Pacecco

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Città Civile dà corso alla sua denuncia pubblica sullo stato di disordine presente nell'aula consiliare – in particolare della stanza del sindaco – del Palazzo di Città. Il movimento politico ha infatti formulato un esposto al Prefetto di Bari Antonella Bellomo per segnalare le condizioni dei locali, attualmente in fase di ristrutturazione.  

"A seguito della denuncia dello stato di degrado della Casa Comunale in Piazza IV Novembre abbiamo presentato un esposto al Prefetto denunciando il grave stato di abbandono della 'stanza del sindaco' luogo sacro della storia e della democrazia terlizzese", comunica Cc. "Ieri i firmatari dello stesso sono stati invitati a presentarsi presso il locale comando della Polizia Municipale in qualità di persone informate sui fatti. Un invito partito non dalla Prefettura che già sta operando, né dalla procura debitamente informata, ma scandalosamente dal Sindaco! Siamo sicuri che il Sindaco avesse tale potere?", si chiede il movimento, che osserva come gli agenti abbiano "perso due ore per stare dietro ai capricci inutili del Sindaco. Avrebbe fatto meglio a tacere. Ci auguriamo, invece, che il nostro esposto continui il suo corso". 

"Sindaco bambinescamente preoccupato di conoscere l'autore delle foto pubblicate sulla nostra pagina Facebook", continua Cc. "Perché dinanzi ad uno scempio incommentabile, dinanzi ad uno stato di incuria e di abbandono che non hanno nulla di artefatto, ha un'unica via di scampo: spostare l'attenzione, cercare un capro espiatorio e annebbiare quelle  che sono le sue responsabilità. Solo sue". Per il movimento, le eventuali responsabilità della ditta affidataria della ristrutturazione "non escludono certo le sue, immense e lampanti. Chi conosce le vicende dell’amministrazione Gemmato, a partire dal primo mandato, sa, e lo documentano anche i verbali dei primi consigli comunali, che da subito si pose la questione del rispetto del decoro e della dignità della sala del sindaco, che appartiene alla carica e non alla persona che temporaneamente la ricopre, ed invece ridotta a bivacco di sostenitori del sindaco Gemmato. Perché quella stanza è di tutti i cittadini, ma a lui appartiene più che ad ognuno di noi. Era lui che, avendola in custodia, avrebbe dovuto, con cura ed attenzione metterla in sicurezza all' inizio dei lavori. Lavori che, per quello che conosciamo, interessano la sala consiliare e non certo l'ambiente attiguo che risulta, invece devastato e alla mercé di tutti".

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