Ampliamento cimitero, botta e risposta Galliani-Tesoro

La Redazione
Ampliamento cimitero

La consigliera indipendente: «Il Comune acquisì un terreno che è stato poi utilizzato come luogo di sversamento dei detriti del cantiere di Lama Bonasiere». L’assessore: «Cantiere non ancora chiuso per verifiche della Regione»

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La consigliera indipendente Galliani accusa l’amministrazione di aver creato una sorta di discarica a cielo aperto nel terreno acquisito, tra il 2017 e il 2019, in previsione di un ampliamento del cimitero comunale. Il fondo, costato peraltro a detta dell’esponente dell’opposizione oltre 260mila euro, sarebbe stato utilizzato, lungi dallo scopo previsto, come luogo di sversamento dei detriti prodotti nel corso degli scavi per la mitigazione idrogeologica della vicina Lama Bonasiere. 

“Sotto la responsabilità politica particolare dell’assessore Tesoro e della intera amministrazione Gemmato, tra il 2017 e il 2019 il Comune di Terlizzi manifestò la volontà di procedere all’ampliamento del cimitero comunale e, a tale scopo, procedette all’acquisto di un ampio uliveto storico posto al confine del lato sud dell’area cimiteriale. Al suo interno è presente anche un meraviglioso pagliaio in pietra a secco, sopravvissuto, perfettamente conservato, a secoli di vicende umane. Il suolo, ceduto volontariamente, costò alla comunità terlizzese la somma considerevole di 260.000,00 euro, oltre alle spese tecniche e notarili, per un totale complessivo di 267.620,32 euro”, scrive la Galliani in una nota.

“Frattanto, nei pressi della stessa zona, erano stati avviati i lavori di completamento delle cosiddette ‘Opere di mitigazione idraulica’ e si procedeva allo scavo dell’abnorme canale che, sfregiando il paesaggio, dovrà servire a rendere possibili trasformazioni edilizie di spaventosa entità in aree naturalmente inedificabili, a causa della presenza dell’acqua (aree ex-Laterificio Pugliese e ampie porzioni in zona C4). Qualcuno pensò bene di favorire le imprese esecutrici, lasciando che i materiali di scavo fossero accumulati all’interno dell’uliveto. Pensò bene di non controllare mai che fossero portati a discarica e regolarmente smaltiti. Lì giacciono da anni e soffocano gli ulivi, il pagliaio e la terra. Un gigantesco deposito rifiuti. Una discarica abusiva a cielo aperto, sotto gli occhi di amministratori colpevoli, costata a Terlizzi tantissimo denaro e nuova vergogna!”, tuona Galliani. 

Le risponde Franco Tesoro, assessore ai Lavori Pubblici, che esordisce così: “Credo sia necessario chiarire alcune questioni che, per quanto siano già chiari e sotto la luce del sole, temo non siano stati compresi del tutto. Innanzitutto è bene dire che l’’abnorme canale’ – come lo definisce l’opposizione – fa parte delle opere di difesa idraulica dell’abitato di Terlizzi, opere cioè di messa in sicurezza del territorio che hanno l’obiettivo di proteggere il centro urbano da allagamenti o da altri eventi idrogeologici di una certa portata. Sono lavori finanziati da fondi comunitari e commissionati dalla Regione Puglia attraverso il Commissario straordinario delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico”. 

“Fatta questa premessa, c’è da dire che il deposito del materiale di scavo sul suolo di proprietà comunale che si trova nei pressi del Cimitero comunale, tra strada Piscina La Corte e strada Creta, è stato regolarmente autorizzato nell’ambito dei normali e corretti rapporti istituzionali tra Comune di Terlizzi e l’ente regionale competente, oltre ad essere stato comunicato all’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa Puglia) da parte della ditta esecutrice – prosegue la replica -. E’ importante inoltre sottolineare, solo per rassicurare i cittadini, che stiamo parlando non di rifiuti destinati a discarica ma di cumuli di ‘terreno vegetale’ misto a pietrisco, terreno comune che è possibile riutilizzare come verde agricolo anche in altri luoghi”. 

“Perché quei cumuli di terreno si trovano ancora ancora sul suolo comunale? Semplice, perché il Commissario straordinario delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico sta completando le procedure di verifica dei lavori e il cantiere non è ancora chiuso”, conclude Tesoro.

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