La ripartenza dei matrimoni potrebbe salvare 100mila posti di lavoro in Puglia

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Nel 2020 lo stop ai festeggiamenti di nozze ha provocato un crack di almeno 50 milioni di euro per l’agri wedding
La ripartenza di matrimoni e agri wedding salva oltre 100mila posti di lavoro in Puglia, con la riapertura di feste e cerimonie a partire da metà giugno. Nell’anno della pandemia è stato annullato nella nostra regione il 90% dei festeggiamenti di nozze.
Tra le regioni più richieste dai buyer internazionali e nazionali per i matrimoni in campagna c’è la Puglia, che assorbe il 6,1% della domanda italiana. L’impossibilità di festeggiare i matrimoni ha fatto crollare il fatturato del segmento di attività degli agriturismi che propongono pacchetti di agri wedding che includono agri bomboniere realizzate in stile “green” come orci di olio in ceramica decorata oppure accessori lavorati con lana di pecora, servizi fotografici con scenografie naturali e rurali, menu di nozze stampati su carta riciclata, spostamenti in carrozze trainate da cavalli o in bicicletta, o in tandem.
La cancellazione e il rinvio delle nozze, con lo stop ai festeggiamenti a causa dell’emergenza Covid nel 2020, ha provocato un crack di almeno 50 milioni di euro per l’agri wedding, dai fiori alla tavola, dalle bomboniere alle cooking class, con il segmento dei matrimoni green azzerato per effetto delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria.
Nel 2019, secondo i dati Istat, si sono celebrati in Puglia 14mila matrimoni, di cui 2.064 in provincia di Foggia, 4.626 a Bari, 1.402 a Brindisi, 1.636 nella BAT e 1.626 in provincia di Taranto. Mentre nel 2020 la crisi generata dal Covid 19 ha stravolto i programmi di promessi sposi e famiglie e azzoppato i bilanci delle aziende, dal catering alla fotografia, dai trasporti al fiori, dai viaggi all’abbigliamento, dal trucco alle acconciature, dall’immobiliare fino alla vigilanza privata.
Un terzo delle strutture agrituristiche pugliesi – secondo un’analisi di Coldiretti Puglia – offre a sposi e ospiti cibi genuini e fedeli alla tradizione contadina, con allestimento della tavola a tema. Oppure, a seconda dei gusti e delle preferenze, introduce elementi della tradizione come i centrotavola ad uncinetto fatti dalla nonna e composizioni di fiori di campo. Ci sono poi agriturismi attrezzati con percorsi benessere che offrono alle coppie e agli ospiti momenti di relax immersi in paesaggi rurali da sogno.
“Con la ripartenza, riprenderanno vita i servizi aggiuntivi per gli sposi ed i loro ospiti, come i pool party, le feste in piscina organizzate il giorno successivo al matrimonio, le cooking class e le degustazioni guidate, richieste dagli ospiti stranieri durante la giornata. I nostri agriturismi offrono alloggio, ristorazione, ma anche degustazioni e attività ludiche, ricreative e sociali e la presenza delle donne è sempre più forte e strategica proprio nell’agriwedding”, dichiara Floriana Fanizza, responsabile nazionale di Coldiretti Donne Impresa e agrichef di Campagna Amica Puglia.
Proprio per questo – conclude Coldiretti Puglia – oltre alle attività specializzate come gli abiti e accessori, i settori che hanno pagato il prezzo più alto all’emergenza sono quelli dell’agriturismo con le 900 strutture presenti in Puglia ma anche il florovivaismo che registra un buco da 120 milioni di euro, un vero e proprio tsunami senza precedenti nella storia dell’Italia, dove per effetto delle misure di sicurezza anti virus e dei timori legati al contagio sono stati azzerati eventi pubblici, fiere e assemblee, cresime, comunioni, battesimi e matrimoni.
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