De Chirico: «Se ci fossero le condizioni, non negherei la mia disponibilità a ricandidarmi sindaco»

Carmela Bellisario
michelangelo de chirico

Il consigliere comunale del Partito Democratico, già candidato alle elezioni del 2017: «Per dare continuità al lavoro svolto in questi anni e per l’amore per la mia città e la voglia di contribuire a costruire una città migliore»

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In questi anni lei si è impegnato in numerose segnalazioni nei confronti dell’amministrazione comunale, con particolare attenzione alle varie problematiche quotidiane. Qual è il bilancio?

Il bilancio non è positivo perché, a fronte di un impegno propositivo, non è scaturito mai un riscontro deciso da parte dell’amministrazione, che spesso ha letteralmente ignorato le varie proposte o segnalazioni. Capisco che amministrare non è facile ma non si possono ignorare proposte serie e concrete relative al miglioramento della vita scolastica, alle condizioni igieniche delle nostre strade, alla sicurezza pubblica, alla manutenzione di strade, marciapiedi, pubblica illuminazione, spazi attrezzati, segnaletica verticale, scuole, immobili pubblici, strutture sportive, alle politiche abitative, allo sviluppo imprenditoriale e tanto altro.

C’è qualcosa che a suo parere l’amministrazione Gemmato ha fatto di positivo?

Onestamente credo che tutto ciò che di buono è stato fatto è da classificare in una visione di ordinaria amministrazione o di attuazione di provvedimenti regionali e statali. La videosorveglianza, ben 1.200.000 euro dalla Città Metropolitana per la sicurezza degli abitati, è stata gestita malissimo sia sotto il profilo progettuale che di esecuzione del contratto, nonostante il sottoscritto avesse preavvertito in tempo e pubblicamente che si stava sbagliando. Oggi ci ritroviamo a sborsare altri soldi per rifare il progetto e completare le opere lasciate a metà dalla ditta che ha anche avviato l’ulteriore contenzioso, come se non ce ne fossero già abbastanza. Ancora, il Bonus Amico, il contributo canone di locazione, i contributi sportivi per centri estivi e tante altre opportunità a favore delle famiglie, con soldi statali e regionali integrati con soldi comunali, non applicate con efficacia e tempestività, a volte anche perdendo i finanziamenti, soprattutto alla luce dell’emergenza sociale dovuta alla pandemia. L’hub vaccinale voluto dall’Asl, riesumato con modesti interventi di manutenzione, presidio importantissimo per la somministrazione dei vaccini grazie al lavoro di medici, infermieri, supporto amministrativo Asl e associazioni di volontariato. I lampioni per l’efficientamento energetico con pannelli fotovoltaici, acquistati grazie ai fondi regionali, installati senza un criterio trasparente, in taluni casi anche sopperendo ad assenza di programmazione di interventi di potenziamento in zone periferiche. Potrei continuare.

Quali sono le ragioni di quello che lei giudica un fallimento politico da parte dell’amministrazione Gemmato?

Non si è dotata di una macchina amministrativa calibrata alle reali esigenze dei cittadini: tanti generali e pochi soldati, spesso generali incompetenti e fuori contesto; vi è assenza di obiettivi politici chiari e di verifica seria del raggiungimento degli stessi, se non per la formale distribuzione degli incentivi in busta paga. Il personale dipendente, sottodimensionato, nonostante l’abnegazione non è mai stato messo nelle condizioni di dare il massimo in base alle esperienze maturate nei rispettivi settori perché non ha mai beneficiato di guide sicure e competenti ma sempre di dirigenti “prestati” o “di passaggio”. E poi non sono mai stati coinvolti i consiglieri di opposizione, portatori di interessi generali e portavoce di problemi reali. Questi sono i risultati: ritardi nei pagamenti delle imprese, ritardi nelle istruttorie delle pratiche edilizie e Suap, ritardi nell’istruttoria delle varie domande (canoni di locazione, buoni libro, rimborsi danni in agricoltura, graduatoria edilizia residenziale sociale), incertezza giuridica sulle concessioni di immobili pubblici e strutture sportive, contenziosi nei lavori pubblici, aborto di tante opere pubbliche promesse in campagna elettorale con date certe e ancora oggi rimaste solo sui piani triennali opere pubbliche come trascrizioni copia-incolla (piscina, sottopasso ferroviario, seconda isola ecologica, uffici pubblici centrali, abbattimento barriere architettoniche, redazione nuovo piano urbanistico). Una città si muove e progredisce se le carte vanno avanti, cioè se dirigenti competenti e presenti fanno istruire e firmano i provvedimenti e se l’amministrazione segue e controlla. Vale per far sviluppare una zona artigianale ma vale anche per colmare una semplice buca stradale. Quelle poche e sane imprese che abbiamo sono costrette, in mancanza di capannoni, ad impiantarsi in altri comuni, portando economia e posti di lavori altrove. 

Il suo impegno politico è improntato soprattutto alla concretezza, forse per deformazione professionale, e al rapporto diretto con i suoi elettori. Pensa che queste caratteristiche bastino per fare politica?

Credo che essere amministratori seri comporti innanzitutto essere “facilitatori”, anziché “inquisitori”, per lo sviluppo armonico della città. C’è bisogno di circondarsi di una squadra di donne e di uomini di pari sensibilità, altrimenti si rischia di fare i solitari e di non riuscire a risolvere niente. Ci sono diverse concittadine e diversi concittadini che si sono distinti per spirito di servizio, competenza, animo solidale e passione politica, non solo tra le forze militanti a livello istituzionale ma anche e soprattutto nel mondo dell’associazionismo, del volontariato, dell’imprenditoria, della cultura, dello sport locale. Terlizzi ha tante risorse, tante potenzialità, tante ricchezze: sta a noi tutti volerle far emergere e non limitarci alla sola ordinaria amministrazione. C’è anche la necessità di dotarci di dirigenti competenti, che amino non solo il proprio lavoro ma soprattutto la città. Abbiamo perso grandi occasioni in questi anni, di terlizzesi che si sono distinti e vengono ricercati altrove, non “profeti in patria” per mere logiche di appartenenza.

La scorsa settimana si è dimessa la segretaria del Partito Democratico Malayka Balzano. La sezione è stata commissariata da Francesco Paolicelli. Come commenta quest’evoluzione?

“Vieni a visitare la nostra collezione di segretari”, dice con autoironia la vignetta della home page nazionale del partito democratico: in alcuni contesti politici capita di “bruciare” giovani e professionisti che a fatica si riesce a far avvicinare alla politica grazie alla fiducia personale e che poi si ritrovano a subire condizionamenti inaccettabili per chi sacrifica tempo ed energie senza vivere di politica. Un pericolo che ho corso anch’io. A tal fine va ringraziata l’amica Malayka Balzano per aver messo a disposizione la sua esperienza di associazionismo cattolico a servizio della politica locale in questi anni difficili. Purtroppo i partiti sembrano aver perso la loro vera funzione sociale e, bisogna dirlo, sono diventati spesso luoghi, ormai neanche più fisici, dove pochi praticanti (i soliti) continuano a designare le candidature a tutti i livelli senza consentire agli elettori di sceglierle. In questo modo i cittadini rischiano di ritrovarsi sempre i soliti candidati o nomi riconducibili ad essi e questo non fa bene alla comunità, sempre più sfiduciata. In questi anni di impegno politico in prima persona mi sono sforzato di ridare voce agli elettori, non solo attraverso il coinvolgimento alla militanza nelle sedi partitiche o nelle associazioni ma anche nei momenti decisionali sulle candidature, come in occasione delle primarie del 2017, un vero successo del popolo di centrosinistra e anche dei semplici cittadini che si sono sentiti attratti da questa opportunità di espressione. 

Quindi affronterebbe nuovamente le primarie dopo quelle del 2017. 

La domanda presuppone che ci sia, a monte, la mia disponibilità a ricandidarmi. Non ne faccio un mistero: per dare continuità al lavoro svolto in questi anni e per l’amore per la mia città e la voglia di contribuire a costruire una città migliore, non negherei la mia disponibilità alla ricandidatura, viste le tante richieste che mi pervengono dalla gente comune. Auspicando che possa essere gradita anche alle forze politiche e civiche con i cui consiglieri abbiamo svolto lavoro di opposizione coesa e condivisa in questi anni e alle altre realtà politiche e civiche sane che dovessero riconoscersi nella mia persona quale possibile guida per rilanciare la nostra città e per provare a renderla più bella, sicura, solidale, equa, sostenibile, attrattiva.

È una dichiarazione d’impegno formale?

Il mio impegno si rinnova non per ambizione personale. In tutti questi anni ho sacrificato famiglia, tempo, amici, energie con l’obiettivo di servire la mia città e, onestamente, non nascondo che mi piacerebbe riprendermi un po’ i miei tempi, i miei spazi, i miei hobbies, la mia privacy. Ma se ci saranno le condizioni per costruire un progetto politico serio e coerente per la rinascita della nostra bellissima città, allora non mi tirerei indietro in questo momento particolare di emergenza sociale, ascoltando la volontà popolare e non le scelte di pochi.

 

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