Covid, torna a salire il numero dei contagi a Terlizzi

La Redazione
Laboratorio Covid test

Impennata del tasso di positivi nella città dei fiori

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Riprende a salire il tasso d’incidenza settimanale che passa da 935,5 a 1000,5 casi per 100mila abitanti (+6,9%). È il dato della Città metropolitana relativo alla settimana dal 18 al 24 aprile. Nello stesso periodo, a Terlizzi i numeri purtroppo crescono: i nuovi casi registrati sono 242 (nella settimana precedente erano 170), con un tasso di incidenza di 921,5 per 100mila abitanti.

Salgono a 3 milioni e 33.196 le dosi di vaccino somministrate nel corso della campagna vaccinale anti-Covid. Nel dettaglio, sono state erogate di 1 milione e 122.441 prime dosi, 1 milione e 86.339 seconde, 819.173 terze e 5.243 quarte dosi. I residenti di Bari e provincia dai 5 anni in poi che hanno ricevuto almeno due dosi sono attualmente 1 milione e 88.037, di cui 800.229 hanno effettuato anche la dose “booster” riservata alle persone con almeno 12 anni. La copertura con tre dosi, prevista per chi ha completato il ciclo primario quattro mesi fa, è attestata all’84,3%, con livelli più elevati nella fascia più anziana, in particolare tra gli ultraottantenni (95%), i 70-79enni (91%) e i 60-69enni (89,4%). Margini ulteriori persistono nei gruppi più giovani, sotto i 50 anni, in cui la copertura è mediamente al 78,1%.

 A Terlizzi, sono state somministrate 62.643 dosi di vaccino di cui  23.161 prime dosi, 22.115 seconde dosi, 17.283 terze dosi, 84 quarte dosi. 

«Si ribadisce – afferma la Asl – l’estrema importanza rivestita dal completamento del ciclo vaccinale per ottenere la migliore protezione possibile della popolazione, segnatamente per le fasce d’età per le quali è prevista la terza dose e, a maggior ragione, la quarta dose: soggetti immunocompromessi, 60-79enni in condizione di fragilità, ospiti delle residenze sanitarie assistenziali e ultraottantenni. Per soddisfare queste esigenze, oltre agli hub della ASL, un compito fondamentale è affidato ancora una volta ai medici di medicina generale, che possono vaccinare in studio o a domicilio del proprio assistito grazie alle forniture assicurate dall’azienda sanitaria».

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