Violenze su un minore, il video shock diffuso su whatsapp

Non si esclude coinvolgimento di altri minori

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La Procura per i minorenni di Bari ha in corso un’indagine per violenza sessuale ai danni di un minorenne. Nel fatto, che sarebbe accaduto a Terlizzi nel giugno scorso, sarebbero coinvolti anche altri minorenni, che avrebbero filmato la scena diventata poi virale su whatsapp.

L’episodio è stato denunciato dai genitori della vittima. Secondo la loro ricostruzione l’autore della violenza sarebbe un altro minorenne m le indagini dei militari dell’Arma non escludono il coinvolgimento di altri due minori che avrebbero filmato la violenza con un cellulare e, successivamente, avrebbero fatto circolare il video su alcune chat.

Stante la delicatezza della questione, che coinvolge dei minorenni, vi è il più stretto riserbo sulla faccenda. L’avvocato Giuseppe Arzillo, che rappresenta la famiglia della presunta vittima preferisce non rilasciare dichiarazioni ma invita chi fosse venuto in possesso del filmato a fermarne la diffusione per non incorrere in reati e per tutelare le persone coinvolte, proprio in ragione della loro giovanissima età.

Lo psicologo Gesualdo: «Atto che può rovinare la vita di chi subisce la violenza»

“Un atto deplorevole che può rovinare per sempre la vita di chi subisce una simile violenza”. Così Vincenzo Gesualdo, presidente dell’Ordine delle psicologhe e degli psicologi di Puglia, in merito alla violenza carnale che vede vittima un minorenne di Terlizzi per mano di un gruppo di coetanei. Una duplice violenza quella inflitta al minore che adesso, a distanza di mesi dall’accaduto, sembra non avere fine: nelle ultime ore il filmato della violenza sta rimbalzando da telefono a telefono rendendo infinto e incancellabile il dolore.

Per il presidente degli psicologi pugliesi si tratta di un vero e proprio atto di violenta sottomissione che non ha niente a che vedere con la sfera sessuale. “La violenza carnale è un orrore che lascia ferite profonde e difficilmente curabili ma il sesso è solo un mezzo, il fine è il dominio dell’altro. Quando parliamo di violenza sessuale entriamo in un ambito estremamente complesso dal punto di vista psicologico e traumatico, sia per chi agisce sia per chi subisce”.

I giovani hanno cercato di costruirsi una identità negli ultimi due anni dentro le mura di una casa. Adesso desiderano essere visti, bramano una conferma da parte del branco che si costruisce perché non c’è una figura di riferimento adulta. L’altro, il diverso, non esiste più, le relazioni paritarie non esistono più” continua Gesualdo. “Esiste solo l’Io e l’attivazione di comportamenti che ne confermino la supremazia, a sostegno di una società abitata da chi ha la gestione e da chi deve essere gestito”.

La violenza fisica è sempre preceduta e accompagnata dalla violenza psicologica. Ciò rende ancor più complicata l’elaborazione di quanto accaduto. Le umiliazioni subite, le diffamazioni e la vergogna possono provocare attacchi di panico, ansia e depressione che, in casi estremi, può portare al suicidio.

Il supporto psicologico, ed eventualmente la psicoterapia, è fondamentale per entrambi, vittime e carnefici. La vittima di simili violenze deve raccontare e dare nuovo significato a quanto accaduto, liberandosi da eventuali sensi di colpa e vergogna. Il carnefice, invece, deve essere aiutato per arrivare alla consapevolezza di avere un problema che può essere affrontato anche mediante psicoterapia mirata e continuativa. È necessaria la promozione di una educazione alla relazionalità in tutte le scuole di ordine e grado, a partire dalle primarie.

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Commenti

  • Renzo (utente non verificato)

    Il guaio, caro psicologo, è proprio quello di considerare meritevoli di cure sia la vittima che il carnefice. Questa sub cultura del recupero tout court dei criminali è un ulteriore insulto alla vittima e ai suoi cari.

    • Donato (utente non verificato)

      concordo perfettamente