Una palestra all’aperto nel Parco Comunale: «Così il fitness sarà più inclusivo»

Parco Fitness
La novità nata dalla collaborazione tra Pasquale Montaruli e l’amministrazione comunale di Terlizzi
Un parco fitness all’aperto nella Parco Comunale “M. Dello Russo” di Terlizzi. È la novità nata grazie all’intuizione di Pasquale Montaruli attualmente fiduciario Coni per il Comune di Terlizzi e alla disponibilità dell’amministrazione comunale di Terlizzi.
«Il Parco Fitness non è altro che una vera e propria palestra all’aperto, utilizzabile da tutti e gratuitamente, una struttura inclusiva in quanto consente la pratica sportiva anche a persone diversamente abili. Una realtà consolidata nei paesi del Nord Europa, che sta diventando un’opportunità anche per le nostre comunità e per i turisti che visiteranno il nostro comune, con l’intento di continuare a svolgere attività fisica, anche durante le vacanze» spiega Montaruli.
Pasquale Montaruli, è anche il responsabile per la Puglia della Parco Fitness Italia Academy, attraverso la quale verrà proposta un’attività formativa costante rivolta ad atleti e trainers che vogliano apprendere tecniche innovative per l’ottimizzazione dell’allenamento, utilizzando i singoli elementi di un Parco fitness. Ma non solo, infatti grazie alla collaborazione con il progetto Superabile Project, il parco diventerà un’opportunità per cittadini e atleti con diverse abilità. Queste attività formative consentiranno di ricevere il riconoscimento del titolo di Parco Fitness Trainer, riconosciuto dal CONI e dalle istituzioni competenti. La sfida è quella di riconquistare gli spazi della nostra città per destinarli allo sport.
«Non esiste ancora nella nostra regione una strategia per usare le città come palestre a cielo aperto, nonostante clima e spazi siano favorevoli. Manca la cultura e manca una connotazione chiara dell’utilizzo degli spazi pubblici. Ad oggi la pratica sportiva risulta spesso confinata, principalmente alle strutture sportive attrezzate, pubbliche o private, ma comunque rappresentate da luoghi confinati e poco accessibili a molti. Per quanto concerne la dotazione di strutture si assiste da sempre a un annoso dibattito sul fatto che la scarsa propensione allo sport nelle regioni del sud Europa dipenda dalla carenza di impianti dedicati; anche le istituzioni locali lamentano spesso che l’impossibilità a promuovere progetti e politiche per lo sport è da attribuirsi alla scarsa dotazione di impianti sportivi. Il Parco Fitness come se fosse un impianto spontaneo ed inclusivo» aggiunge.
«L’idea è quella che l’attività fisica possa essere praticata all’aria aperta e negli spazi pubblici esistenti – utilizzati come se fossero degli ‘impianti spontanei’ ed inclusivi, in cui è possibile praticare attività fisica in modo informale e all’aria aperta. Oltre a migliorare la salute dei cittadini lo sport ha una dimensione educativa e svolge un ruolo sociale, culturale e ricreativo diventando un importante fattore di sviluppo per la nostra comunità» continua.
E ribatte: «Riportare lo sport negli spazi pubblici, aiutandolo a non chiudersi nei luoghi e negli impianti in cui si trova oggi confinato, ripensandolo come una funzione rilevante della qualità e della vivibilità della nostra città, può contribuire anche alla riappropriazione dello spazio pubblico da parte dei cittadini, favorendone al contempo la salute ed il benessere e ricostruendo un legame più stretto con i luoghi e con il territorio. Questo modo di guardare allo sport richiede, da parte del mondo dello sport, delle istituzioni e della ricerca, uno ‘sguardo’ allenato alla complessità, alla multidisciplinarietà che vede nell’integrazione tra mondi e discipline diverse un’occasione di arricchimento reciproco e utile a favorire l’avanzamento della riflessione. Il progetto di architettura, nella sua dimensione urbana allargata, diventa strumento di mediazione tra soggetti diversi che determinano scelte e si confrontano circa gli assetti futuri di una città e di un territorio».
Lo Spazio pubblico
«Lo spazio pubblico non è uno spazio residuale tra strada e edifici, né tantomeno uno spazio vuoto considerato pubblico solamente per ragioni giuridiche. Lo spazio pubblico è uno spazio fisico, simbolico e politico. È uno spazio per l’uso collettivo. Un luogo capace di creare identità, appartenenza e affezione da parte di chi lo frequenta. ln questo modo si potrà accrescere nella gente il rispetto per il bene pubblico e l’interesse per la pratica sportiva spontanea all’aperto, nei luoghi pubblici, frequentati da tutti. Perché il bisogno di praticare attività fisica all’aperto, anche nel sud dell’Europa, potrà registrare un significativo aumento solo quando la piazza, il parco, il campetto per giocare, il percorso per correre, entreranno finalmente a far parte di una ritualità urbana condivisa dalla comunità» conclude.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro