La comunità parrocchiale della Concattedrale di Terlizzi riunita nell'esecuzione della Pastorella

La storia della Pastorella, nenia natalizia terlizzese e della sua universale popolarità

La Nenia Natalizia Terlizzese o Pastorella, secondo gli studi dello storico Mons. Gaetano Valente, sarebbe più antica di Tu scendi dalle stelle

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La celebrazione liturgica del mistero della Natività, specie nel Mezzogiorno, è stata sempre accompagnata da canti, pastorali, nenie che richiamano alla mente la ninna nanna delle mamme per far addormentare i più piccoli. Tra le tante nanie, per la sua universale popolarità e per i sentimenti che suscita, occupa un posto di rilievo quella dal titolo “Tu scendi dalle stelle” da tutti attribuita a S. Alfonso. La predicazione alfonsiana, infatti, teneva molto in considerazione il canto che nei paesi meridionali è sempre stato parte integrante delle pratiche di culto e di devozione. Di questa nenia quasi tutti gli studiosi si sono fermati all’analisi della datazione e del luogo di composizione e poche volte ad approfondire dal punto di vista filologico il testo e la musica. Un dibattito che ha interessato anche lo storico Gaetano Valente, che evidenzia elementi di natura storica e letteraria per affermare che la nenia natalizia alfonsiana trova la sua derivazione dalla Pastorella terlizzese la cui musica e testo furono, sicuramente, rivisti e rimodulati dal Santo napoletano.

Essa si snoda come un dolce dialogo amoroso, scritta da Mons. Felice de Paù, tra un gruppo di pastori e il Divino Bambino e viene cantata durante la novena di Natale che rientra tra le pie pratiche popolari e si celebra nei nove giorni precedenti la Solennità del Natale, dal 16 al 24 dicembre. Oggi la novena si svolge in pomeriggio inoltrato, un tempo invece, si teneva la mattina all’alba, per consentire ai contadini di parteciparvi prima del loro lavoro nei campi e ai bambini prima di andare a scuola.

Un appuntamento itinerante, eseguito per la prima volta in una casa di missionari vincenziani di Torino, nel Natale del 1720, nella chiesa dell’Immacolata e interessa un largo pubblico di fedeli, piccoli e grandi che, attorno a un fuocherello, in un clima accogliente e particolarmente sentito, in maniera espressiva vegliano e attendono la venuta di Gesù, l’eterno Presente nella storia degli uomini.

La Nenia terlizzese, piena di fascino e di dolcezza melodica, interessa le diverse comunità parrocchiali e costituisce un momento di raccolta e di fervida emozione per tutti.

 

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Commenti

  • Maró (utente non verificato)

    Che bela spiegazione. Complimenti