Reintrodotto “Il premio tesi di Laurea città di Terlizzi”

Per incentivare la conoscenza delle radici e della storia del territorio di Terlizzi

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L’amministrazione comunale di Terlizzi reintroduce il “Premio Tesi di Laurea Città di Terlizzi”, il riconoscimento assegnato agli studenti universitari che attraverso i loro studi e ricerche contribuiscono alla valorizzazione della storia cittadina e della cultura locale di Terlizzi. L’iniziativa fu introdotta nel 2016 con la precedente amministrazione e negli ultimi anni, anche a causa del Covid, era andata perduta.

La giunta guidata dal sindaco Michelangelo De Chirico ha deciso di rilanciarla. La prima edizione del premio riguarderà il biennio 2022-2023. Tre sono i premi in denaro previsti (gli importi saranno stabiliti in un secondo momento): un premio per la tesi di laurea magistrale, un premio per la tesi di diploma universitario e un altro per la tesi presentata a conclusione dei corsi di specializzazione post-universitari, master e dei dottorati di ricerca, in discipline umanistiche, scientifiche, economiche, sociali, aventi ad oggetto la storia, la cultura, lo sport, la società, l’economia del Comune di Terlizzi e del suo territorio.

L’obiettivo, spiegano dall’amministrazione, è quello di incentivare la conoscenza delle nostre radici e della nostra storia, sollecitare la conoscenza, gli studi e la ricerca sui vari campi del sapere riguardanti Terlizzi e il suo territorio.

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Commenti

  • Donato (utente non verificato)

    Lodevolissima iniziativa ma, a mio parere, solo se nella tesi si inserisca qualcosa di inedito, che mostri una qualche effettiva ricerca negli archivi e non che sia una mera copiatura di testi e notizie copiate pari pari da pubblicazioni precedenti; cosa del resto comunissima anche tra gli pseudo addetti alla materia.

    • Gioacchino ruggieri (utente non verificato)

      Chi avrebbe accesso negli archivi compresi quelli diocesani? I pochissimi soliti

      • donato (utente non verificato)

        hai ragione. Io fui costretto a rivolgermi al sindaco per avere accesso agli atti presenti nella biblioteca comunale; per quelli della cattedrale poi non ne parliamo visto che don Michele Cipriani li considera come fossero sua proprietà e meno che mai all’archivio diocesano del quale è responsabile don Luigi de Palma che non c’è mai e l’archivio è perciò inaccessibile a chiunque. E il Vescovo dorme. Ma a parte questo per un laureando si dovrebbe fare un’eccezione.