
Il 79° anniversario dell’arresto di Don P. Pappagallo e di G. Gesmundo a Roma
Il 79° anniversario dell’arresto di Don P. Pappagallo e di G. Gesmundo a Roma
Per ringraziare chi, con dedizione e grande sacrificio, ha seminato pace e democrazia
Nella giornata di ieri, 29 gennaio, le sezioni romane ANPI-Esquilino Monti Celio, Appio e Pigneto e la sezione ANPI di Terlizzi, hanno ricordato il settantanovesimo anniversario dell’arresto di don Pietro Pappagallo e del prof. Gioacchino Gesmundo barbaramente trucidati alle Fosse Ardeatine dai nazifascisti. Il programma dell’evento ha previsto la deposizione di una corona sia nella palazzina dove Gioacchino Gesmundo abitò e fu arrestato (via Licia, 54), sia dove abitava e fu arrestato Don Pietro Pappagallo, alla presenza di Carla Pergola, Presidente della Sezione Anpi Esquilino Monti Celio, Adriano Labbucci, delegato alla Memoria della Giunta del Municipio Roma I, Maria Memola, sezione Anpi “Don P. Pappagallo-G. Gesmundo” di Terlizzi, Cristina Ollini, Vice Presidente dell’Associazione Partigiani Cristiani, Marina Pierorenzi, Vice Presidente dell’Anpi provinciale di Roma.
Il Consigliere Comunale Giuseppe Volpe, delegato dal Sindaco Michelangelo De Chirico, ha portato la città di Terlizzi a Roma, mediante la fascia tricolore, i ranuncoli e i piatti di ceramica: simboli dell’indiscutibile presenza di una comunità che, ogni giorno, sulle orme di personalità intramontabili, prova a fare del proprio meglio, dedicandosi agli altri, a chi non ha voce.
«Tornare a Roma con la fascia tricolore per questa importante iniziativa mi riempie di gioia ed emozione. Per questo ringrazio il mio sindaco, Michelangelo De Chirico, per avermi delegato a rappresentare la città di Terlizzi. “È giusto che ci vada tu per il lavoro che hai fatto in questi anni”, mi ha detto appena l’Anpi ha inviato l’invito ufficiale al comune di Terlizzi. Ringrazio le due sezioni Anpi, di Roma e Terlizzi, intitolate a Don Pietro Pappagallo, per questo importante gemellaggio nel nome dei nostri due compaesani resistenti. Abbiamo il dovere e il compito, dopo anni di oscurantismo e pericoloso revisionismo nella nostra città, di ricostruire la memoria storica, una memoria per agire e cambiare, non statica ed autocelebrativa» afferma il Consigliere Comunale Giuseppe Volpe, profondamente commosso.
Un momento intenso ma doveroso, per dire grazie a chi, con dedizione e grande sacrificio, spinto dalla forza dei proprio valori, ha saputo indignarsi di fronte alle dilanianti disuguaglianze, seminando pace e democrazia: colonne portanti di una comunità intera che crede ancora nel potere del cambiamento.
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