
Il video inedito
Claudia De Chirico si è davvero tolta la vita? Il video inedito in cui lei cade dall’auto del fidanzato in testa coda
Una nuova pista, il video inedito che riaccende i riflettori su un caso tutt’altro che chiuso
Sono passati sette anni da quel freddo 22 dicembre 2016, quando Claudia De Chirico, 22enne terlizzese, fu trovata morta sul pianerottolo della scalinata del sottovia ferroviario di via Mazzini.
Nel corso di questi anni, i genitori della ragazza Nino e Marisa De Chirico, in quanto persone offese, si sono opposti già tre volte alle richieste di archiviazione del relativo fascicolo d’inchiesta. Opposizioni che il Gip del Tribunale di Trani ha accolto, chiedendo un supplemento investigativo per maggiori approfondimenti.
Secondo il medico legale, incaricato di una consulenza tecnica autoptica dalla Procura, Claudia De Chirico si sarebbe suicidata per impiccagione incompleta, utilizzando un cavo Usb trovato stretto attorno al collo della 22enne. Ma, come detto, sia i genitori che il loro legale, l’avv. Bepi Maralfa, ospiti nella serata di ieri al programma televisivo “Chi l’ha visto?”, continuano a non credere all’ipotesi del suicidio. Il fascicolo rubricato per istigazione al suicidio (e che costituisce uno stralcio del fascicolo principale, contro ignoti, sul decesso della De Chirico) vede indagato il 31enne fidanzato molfettese di Claudia: Davide Falcetta, che, difeso dall’avvocato Francesco Montingelli, ha sempre respinto gli addebiti.
Diversi i dubbi sollevati dai genitori De Chirico attraverso il loro difensore di fiducia. Sul corpo di Claudia furono trovate 36 lesioni. Il suo fidanzato, con cui Claudia conviveva da diversi mesi, si è giustificato dicendo che quel 22 dicembre di sette anni fa, al rientro serale da un matrimonio di amici ad Andria, i due fidanzati avevano litigato per ragioni di gelosia e, sulla strada del ritorno, giunti nei pressi di un distributore di benzina, all’interno dell’area, Claudia aprì la porta dell’auto e si lanciò a terra.
Nell’area del distributore erano presenti le telecamere e i genitori chiedono di appurare se le 36 lesioni possano essere compatibili con la caduta o ascrivibili ad altro. Inoltre, il cavo Usb adoperato dalla vittima per eseguire il presunto suicidio, era di una lunghezza apparentemente incompatibile con la manovra suicidiaria ipotizzata e, probabilmente, potrebbe essere compatibile con un intervento esterno che abbia quantomeno aiutato la vittima stringendole il cavo intorno al collo che le avrebbe provocato il soffocamento. Appare inverosimile, secondo la tesi dei legali della famiglia di Claudia, che una persona in stato di ubriachezza, quale era la vittima al momento del decesso, possa aver fatto una manovra che richiedeva un notevole grado di lucidità anche in ragione delle caratteristiche e delle dimensioni dello strumento adoperato per la presunta impiccagione (il cavo ha una lunghezza di 90 cm) oltre che le manovre necessarie per realizzare i nodi rilevati.
Secondo la tesi dell’avvocato Maralfa non sarebbe trascurabile il dato ricavato dal cavo trovato intorno al collo della vittima sul quale i Ris di Roma hanno effettuato i rilievi e prelevato una traccia ematica con un profilo genetico misto, cioè di Claudia ma anche di un’altra persona, alla cui identità non è tuttavia possibile risalire. Per non parlare del telefono di Claudia sequestrato e del quale è stata estratta copia forense. I contenuti dei messaggi di chat e di quelli multimediali non erano mai stati trascritti.
Nella puntata di ieri, però, viene illustrato nuovo materiale, già conosciuto da una parte degli inquirenti. Si tratta di un video esclusivo che riaccende nuovamente i riflettori su una questione tutt’altro che chiusa.
“Un elemento di novità che fa male alla famiglia per la ricerca della verità, ma necessario per la ricostruzione dei fatti” spiega l’avv. Bepi Maralfa, in cui una telecamera di sorveglianza inquadra i fari della Lancia Ypsilon, al ritorno dal matrimonio, che illuminano il piazzale di un distributore di benzina. La macchina improvvisamente gira, compie un testa coda e Claudia vien scaraventata a terra. Il corpo rotola sull’asfalto, poi si ferma. Il fidanzato arresta l’auto, accenna una retromarcia per poi scendere e avvicinarsi alla ragazza. Claudia si mette seduta, ma a causa dell’oscurità e delle immagini sfocate, è difficile comprendere le due figure nella notte. Si vede un cane avvicinarsi a Claudia e poi un uomo, il benzinaio, che ha assistito alla scena e che più tardi dichiarerà ai Carabinieri: “Il ragazzo, dopo essere sceso dalla vettura, dopo averla schiaffeggiata violentemente, la faceva risalire con forza e subito dopo ripartivano.”
Prima che ripartano, però, le immagini mostrano altro: Davide si gira, lei sembra approfittare di una sua distrazione per alzarsi in piedi e tentare di allontanarsi, ma lui allunga un braccio, la tira e Claudia cade nuovamente a terra. Davide la tira su, trascinandola verso l’auto, nonostante la ragazza sembri cercare di ribellarsi, riaprendo nuovamente lo sportello. Dopo vari tentativi, Davide riesce a chiudere lo sportello dell’auto e a mettere in moto. Sette ore dopo il corpo di Claudia verrà ritrovata senza vita.
Una nuova pista, dunque per Nino e Marisa che continuano a non credere all’ipotesi del suicidio da parte della «loro bambina», troppo giovane per morire suicida.
Qui il link della puntata di ieri: https://www.raiplay.it/video/2023/01/Chi-lha-visto—Puntata-del-01022023-794b8390-976a-48bb-8f5d-95f4ee2eb389.html
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