
Terremoto in Turchia e Siria
Terremoto in Turchia e Siria: aggiornamento per le Caritas parrocchiali
La Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 500mila euro dai fondi otto per mille come prima forma di aiuto alle vittime del terremoto
Il terremoto del sei febbraio scorso ha causato distruzioni gravissime sia nel sud-est della Turchia che nel nord della Siria. Alla data odierna il numero complessivo delle vittime accertate ha superato le diecimila e decine di migliaia sono i feriti, in particolare nei distretti di Kahramanmaraş, Gaziantep, Şanlıurfa, Diyarbakır, Adana, Adıyaman e Malatya. Il bilancio tuttavia sembra destinato ad aggravarsi.
Nell’immediato rimane vitale poter continuare a garantire luoghi sicuri con cibo, coperte e acqua potabile, beni di prima necessità, in particolare per l’infanzia.
Resta valido l’appello a non mobilitare beni materiali e persone, lasciando lavorare gli operatori già presenti in loco che hanno attivato prontamente tutti gli strumenti di coordinamento necessari.
Anche in Siria si scava sotto le macerie nella speranza di trovare sopravvissuti o di salvare i propri beni, sfidando la sorte a causa delle numerose scosse secondarie. L’assistenza ai moltissimi sfollati e feriti è ora la sfida principale, soprattutto per sopravvivere al rigido inverno del nord della Siria. Servono prima di tutto cure mediche per i feriti (medicinali, materiali e personale sanitario) e alloggi di emergenza, in grado di fornire un riparo il più confortevole possibile, cibo, acqua potabile e generi di prima necessità (coperte, indumenti pesanti, kit igienici…).
Caritas Italiana, infatti, è impegnata in Turchia e Siria da molti anni in collaborazione con le rispettive Caritas nazionali. Per sostenere gli interventi e il coordinamento, si propongono alcune modalità operative e indicazioni, tra cui:
- Avviare una raccolta fondi a livello parrocchiale e/o cittadino in favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Turchia e Siria che è possibile devolvere per gli interventi di soccorso tramite donazioni con causale “emergenza-terremoto Siria-Turchia” (iban: IT35X07601 04 0000 00020 878708, Diocesi Di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi);
- Condividere le informazioni e le iniziative provenienti dal territorio diocesano che saranno condivise da Caritas Italiana.
Si raccomanda, inoltre, di non effettuare raccolte di beni materiali. Per le comunità italiane la forma di aiuto più opportuna resta la colletta in denaro.
Per qualsiasi ulteriore informazione, è possibile contattare Caritas Diocesana all’indirizzo caritasmolfetta@libero.it.
Commenti
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Infatti, spedire viveri o abbigliamento magari a bordo di camion dall’Italia costa molto più che acquistare quei beni in loco. Finalmente pare lo abbiano capito.








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