Caso Claudia De Chirico, il benzinaio: “Non è caduta dall’auto, l’ha buttata lui”

Nuove rivelazioni e testimonianze, le immagini del sottopassaggio cancellate per “mancanza di spazio” da un carabiniere

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Era il 22 dicembre del 2016: Claudia De Chirico, 22enne terlizzese, veniva trovata, alle prime luci dell’alba, cadavere sul pianerottolo della scalinata del sottovia ferroviario di via Mazzini. Per tre volte i genitori della ragazza, Nino e Marisa, si sono opposti alle richieste di archiviazione del relativo fascicolo d’inchiesta. Opposizioni che il Gip del Tribunale di Trani ha accolto, chiedendo un supplemento investigativo per maggiori approfondimenti.

Secondo il medico legale, incaricato di una consulenza tecnica autoptica dalla Procura, Claudia De Chirico si sarebbe suicidata per impiccagione incompleta, utilizzando un cavo Usb trovato stretto attorno al collo, ma sia i genitori che il loro legale, l’avv. Bepi Maralfa, ospiti nella serata di ieri al programma televisivo “Chi l’ha visto?”, continuano a non credere all’ipotesi del suicidio.

Nuove rivelazioni che potrebbero risultare utili ai fini delle indagini, tra cui la testimonianza chiave del benzinaio che dichiarava ai Carabinieri: “Ho udito un forte rumore provocato dalla vettura. In particolare ho potuto notare che lo sportello del lato passeggero era aperto con il veicolo in corsa e la ragazza si buttava sul manto stradale”. Questa volta, però, l’uomo, smentisce quanto verbalizzato alle forze dell’ordine, fornendo una nuova versione dei fatti su questa scena: “Durante il testa coda effettuato dal fidanzato, Davide Falcetta, nel piazzale del distributore di benzina, Claudia fu spinta proprio dal ragazzo. Non fu lei a gettarsi dall’auto. Io ai Carabinieri avevo raccontato che la ragazza fosse stata buttata, non che si fosse lanciata”.

Questa testimonianza, dunque, potrebbe costituire una prova importante, smentendo anche quanto affermato dal fidanzato ai Carabinieri: “Claudia, all’improvviso, riaprì la portiera e si gettò in terra”.

“Lei piangeva, era spaventata. Il ragazzo, dopo essere sceso dalla vettura, dopo averla schiaffeggiata violentemente, la faceva risalire con forza e subito dopo ripartivano. Le aveva anche gettato il telefono. Urlavano, erano entrambi molto arrabbiati” continua il benzinaio.

Ripercorrendo gli attimi prima della morte di Claudia, è opportuno ritornare a quella sera: i due ragazzi, tornando da un matrimonio ad Andria, dopo il litigio al distributore di benzina, sarebbero stati raggiunti da alcuni amici che li avrebbero separati e riaccompagnati all’appartamento dove i due convivevano. Dalle telecamere di videosorveglianza di un vicino, è possibile scorgere Claudia, la quale entra in quella che ormai è anche casa sua, ma alle 00.10, sulla soglia della porta, un uomo di spalle sembra stia tirando e strattonando qualcuno: è proprio Claudia e chi compie il gesto è il carabiniere fuori servizio, amico di Davide Falcetta, che al Pm dichiarerà di aver tentato di togliere le chiavi di casa dalla borsetta. Nella puntata di ieri, è stato possibile ricontattare il carabiniere in questione il quale sostiene: “La ragazza è stata tirata fuori con forza perchè la situazione era bollente, siamo caduti, poi ognuno è andato per i fatti suoi. I due ragazzi discutevano, Claudia si avvinghiava sul ragazzo”. Ragazzo che, però, non era presente in casa e ciò costituirebbe un’importante incongruenza. “Lei dava di matto e io l’ho tirata fuori. Ognuno è responsabile delle proprie azioni. Alla fine non è neanche un problema mio.” continua il carabiniere.

Claudia fu trovata con 36 ferite: secondo l’autopsia si tratterebbe di ferite di natura traumatica, ma correlate alla caduta dall’auto della ragazza. Riguardando più volte i filmati, però, qualcosa ha attirato l’attenzione dell’Avv. Bepi Maralfa, legale della famiglia De Chirico: nel fotogramma in cui Claudia viene ripresa mentre esce dall’appartamento, in maniera frettolosa, con il cavo usb tra le mani, il suo volto sembrerebbe essere senza escoriazioni. La parte sinistra della fronte, in particolare, in cui sarebbero state ritrovate ferite importanti, sembra intatta, liscia. Infatti, sia il benzinaio che il carabiniere, confermeranno che Claudia non riportasse ferite.

Inoltre, durante l’inchiesta condotta dal programma, ci si è soffermati sugli ipotetici percorsi, esattamente tre, che Claudia avrebbe potuto compiere per giungere al sottovia ferroviario di via Mazzini, in cui avrebbe dovuto incontrare almeno una telecamera di videosorveglianza: una di fronte a un bar, due nel sottopassaggio che inquadrano entrambe le direzioni di marcia, ben quattro telecamere ad un supermercato posto sopra la rampa in cui è stata trovata. Stando alle relazioni, le immagini sarebbero state visionate all’epoca dai carabinieri che però non avrebbero notato nulla di utile.

In questa storia, c’è un carabiniere in particolare, un luogotenente ad oggi in pensione, che nei giorni successivi alla morte di Claudia, viene incaricato di visionare le immagini. Quest’ultimo, nella sua relazione, scriveva: “Durante tutta la nottata non si nota alcuno accedere o uscire dalla rampa di scale dove è stato rinvenuto il corpo della donna. Solo alle 05.35 si nota un uomo che per primo accede alla scalinata dove è stata trovata la donna”. Da dove sarebbe passata, dunque, Claudia?

“Proprio le immagini del sottopasso di via Mazzini non esistono più, perchè quel carabiniere afferma che per liberare la memoria del suo computer le ha cancellate” afferma l’Avv. Bepi Maralfa. Carabiniere che è stato successivamente interpellato dai Magistrati per avere maggiori chiarimenti sulle immagini in questione, che dichiara di avere ancora molti file su una chiavetta usb riguardo il caso De Chirico, di cui invia uno screenshot, da cui si deduce che la cartella “Video sottopasso” risulta vuota, ma da questa cartella si evince molto altro: esistono tanti altri file mai inseriti nel fascicolo d’inchiesta. «Vi è una cartella che conterrebbe i messaggi di chat tra Davide e Claudia, che si intitola “Claudia mia”: il che lascia presupporre che tali conversazioni siano state estratte dal telefono del fidanzato, che non è stato mai acquisito, nè sequestrato» continua l’Avvocato. Ma c’è di più: nella schermata è presente un’ulteriore cartella, che si intitola: “Foto decesso De Chirico”, modificata dal carabiniere in pensione il 19 marzo 2022 alle 18.06, una data che secondo l’Avv. Maralfa non sarebbe casuale: “E’ la data in cui venne pubblicato, dopo l’ordinanza della terza riapertura delle indagini, un articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno in cui vi era il riferimento esplicito alle immagini in questione che non erano mai state acquisite e che sarebbero state necessarie per la risoluzione del caso. Genera dubbi, dunque, il fatto che un carabiniere in congedo, proprio in quella data, avrebbe riaperto tale cartella in suo possesso, ma l’abbia anche modificata”.

A distanza di sei anni il ricordo di Claudia è ancora vivo: tanti cittadini di Terlizzi si sono stretti attorno alla famiglia, organizzando, lo scorso 10 febbraio, un corteo in suo ricordo.

Nuove rivelazioni, testimonianze, dunque, per Nino e Marisa che continuano a non credere all’ipotesi del suicidio da parte della «loro bambina», troppo giovane per morire suicida.

Qui il link della puntata di ieri: https://www.raiplay.it/video/2023/02/Chi-lha-visto—Puntata-del-22022023-5df45b8e-9031-462e-b4e6-4824875becfc.html

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