Un anno di guerra, il sindaco Michelangelo De Chirico: “l’Ucraina tra distruzione e ricostruzione”

La più grande crisi di rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale

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Il 24 febbraio 2022 la Russia ha violato i confini nazionali dell’Ucraina, dando inizio a un’invasione unilaterale su larga scala del paese. Il 16 marzo la Corte Nazionale di Giustizia ha condannato le operazioni militari russe, ordinandone l’immediata cessazione e dichiarando infondate e pretestuose le motivazioni russe poste a giustificazione dell’aggressione. Un anno dopo, alle Nazioni Unite è passata con larga maggioranza (141 sì) una mozione che chiede il cessate il fuoco, il ritiro delle truppe di invasione, una pace duratura e il ripristino della sovranità territoriale dell’Ucraina. Sono 7 i contrari (Mosca e i suoi alleati) e 32 gli astenuti (tra cui Cina e India).

Nonostante si parli ufficialmente di un anno, per l’Ucraina l’invasione russa è cominciata nove anni fa, quando Mosca ha annesso illegalmente la Crimea e inviato truppe mercenarie e rifornimenti militari ai separatisti della regione del Donbass. Quel conflitto regionale è stata la scusa usata dal presidente Vladimir Putin per lanciare l’invasione odierna, con lo scopo di sostituire il governo di Kyiv e bloccare il processo di avvicinamento dell’ucraina all’Unione europea.

Non dimentichiamocelo: da un anno c’è una guerra in Europa: 365 giorni insanguinati che continuano a portare distruzione e sofferenza, un’invasione ancora da capire che ha devastato l’intera umanità. Gli effetti della guerra in Ucraina, così come quelli di ogni guerra, sono a dir poco drammatici: ci sono la tragedia umana e sociale, quella ambientale e quella economica. La perdita di così tante vite, di cui molti giovani, rappresenta cinicamente anche un costo economico in quanto l’Ucraina sta perdendo parte di una generazione che ne avrebbe dovuto rappresentare il futuro e le migliori speranze. Per quanto decimata, questa generazione avrà il compito di ricostruire una nazione in macerie.

Anche il Sindaco di Terlizzi Michelangelo De Chirico, attraverso un messaggio postato sul suo profilo social, ha espresso una sua significativa riflessione che induce ad una presa di coscienza non indifferente:

“Il 24 febbraio segna il primo anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina. È stato un anno difficile per la popolazione ucraina e per la comunità internazionale che ha cercato di trovare una soluzione pacifica. Siamo stati testimoni di terribili tragedie umane e della sofferenza di molte persone che hanno perso le loro case e le loro famiglie. È importante ricordare queste vittime e onorare la loro memoria. Ma dobbiamo anche guardare avanti e impegnarci a lavorare insieme per costruire un futuro migliore per tutti. Dobbiamo continuare a sostenere gli sforzi per raggiungere una pace duratura in Ucraina e lavorare per ricostruire le comunità colpite dal conflitto. Oggi, uniamo le nostre voci per ricordare le vittime della guerra in Ucraina e rinnovare il nostro impegno per la pace e la prosperità in tutto il mondo.”

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Commenti

  • Annalisa (utente non verificato)

    Si rischia di fare propaganda bellica unilaterale se si dimenticano volutamente i fatti del 2014, ovvero il bombardamento dei russofoni del Donbass da parte dei dei neonazisti del Battaglione Azov.

  • gioacchino (utente non verificato)

    ah, finalmente, credo che adesso, dopo questo autorevole comunicato, tutte le forze in campo saranno necessariamente indotte appunto ad una presa di coscienza non indifferente a seguito della quale il processo di pace subirà una improvvisa e inarrestabile accelerata, sì de giungere a brevissimo ad un cessate il fuoco, ad una riconciliazione internazionale e all’inizio della indispensabile ricostruzione .

  • Franco (utente non verificato)

    La retorica non basta più, la stragrande maggioranza degli italiani è contraria all’invio di armi all’Ucraina.