
Salvatore De Chirico, foto di Andrea Mete
Il regista terlizzese Salvatore De Chirico trionfa alla Festa del Cinema di Roma con “Story of your life”
“Come un film che non guarderà nessuno. O forse no”
«Terlizzi è stata per me tante cose diverse. L’infanzia in provincia a fine anni Novanta non è esattamente la cosa più semplice del mondo, eppure oggi la ricordo con una nostalgia affettuosa. Ho passato l’adolescenza a progettare la fuga, sognando quei luoghi che il cinema mi ha fatto conoscere ancor prima di poterli toccare. E ora invece sono felice di tornare e ritrovare qui quello che mi definisce».
Sono queste le parole di Salvatore De Chirico, trentaduenne regista terlizzese, che alla festa del cinema di Roma con il suo cortometraggio dal titolo “Story of your life”, ha conquistato il premio Starlight.
Quella che Story of your life mostra è la vita di Tommy, la sua storia, dal primo battito impresso in un’ecografia fino al suo ultimo compleanno. Ottant’anni di vita raccontati unicamente attraverso le immagini che lui ha filmato o nelle quali è stato immortalato.
«Si tratta di un progetto molto personale, che ibrida un racconto di finzione con la cartografia dei miei ricordi. L’idea nasce osservando ogni giorno le vite degli altri attraverso finestre, spesso molto brevi, di auto-narrazione sui social network» spiega il giovane regista, seguendo un principio cinematografico molto semplice: empatizzare con le vite di altri, trovarsi improvvisamente in un perimetro di prossimità. E su questa idea Salvatore De Chirico, insieme al suo co-sceneggiatore Paolo Strippoli, ha costruito una storia, che a oggi sta riscuotendo grande successo in Italia e fuori, dopo la première alla Festa del Cinema di Roma in concorso ad Alice nella Città.
«L’idea di fare Cinema è il culmine di un percorso lungo e radicato, che parte sin dai primi anni della mia infanzia. Ero un bambino introverso e molto timido, a disagio nel mondo degli altri e in un corpo in forte sovrappeso che sentivo a me ostile. Quel sentirsi fuori posto mi ha spinto in maniera totalmente inconscia a voler creare subito un mondo altro da abitare. Oggi, pur essendo diametralmente opposto a quel bambino di un tempo a cui guardo con grande tenerezza, e muovendomi molto più sicuro nel mondo, non ho perso quella sensazione. E a guardar bene tutte le persone che scelgo nella mia vita sono persone in qualche modo “fuori posto”» racconta Salvatore.
Una scelta ben precisa, dunque, quella del giovane talento terlizzese che, anche lontano dalla sua terra, mediante lo strumento del cinema, ne custodisce gelosamente i colori, i sapori, gli alberi, la concezione del tempo e quel senso di semplicità che sta nelle cose e nelle persone.
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