
Domenico Ficco
Domenico Ficco eletto nuovo segretario generale della Camera del lavoro metropolitana di Bari
Succede a Gigia Bucci ora alla guida della Cgil pugliese
L’assemblea generale della Camera del Lavoro di Bari ha eletto Domenico Ficco nuovo segretario generale. Succede a Gigia Bucci, che dal 4 luglio guida la Cgil pugliese. Ai lavori ha partecipato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Ficco, 47 anni, fino a oggi a capo della Funzione Pubblica regionale, sposato con due figli, laurea in Scienze Statistiche ed Economiche, è stato tra i protagonisti nel 2011 della battaglia per la stabilizzazione dei lavoratori precari della Regione Puglia, dopo un passato sempre da precario al Censis prima e a Unioncamere nazionale poi, dove aveva iniziato il suo percorso sindacale nella Fp Cgil e prima di diventare dipendente della Regione. Il suo è un ritorno a Via Lojacono, avendo già guidato la categoria provinciale del pubblico impiego.
Il saluto di Bucci
All’assemblea ha portato il suo saluto la segretaria uscente Gigia Bucci: “Quando ho assunto la responsabilità confederale ho indossato delle lenti che mi sono servite per poter spalancare gli orizzonti guardando i problemi del mondo a 360 gradi provando a tenerli insieme. Ho dato tutta me stessa e oltre. Sono stati anni in cui abbiamo vissuto e attraversato guerre, pandemie, ritorno dei fascisti contro le nostre sedi, le camere del lavoro, l’attacco alla sede della cgil nazionale. Sono anni in cui abbiamo vissuto insieme un tentativo forte, determinato, da parte della destra fascista e xenofoba, di attaccare il ruolo del sindacato confederale. Giuseppe Di Vittorio è stato il primo ad immaginare di poter puntare sul valore dell’unità dei lavoratori. Unica azione possibile capace di riconoscere forza alle classi più deboli è la pratica confederale che va realizzata al nostro interno prima ancora che fuori da noi. Il sentirsi parte di una casa comune: è questa la confederalità di cui abbiamo bisogno. Faro della nostra confederalità è e deve essere la nostra Costituzione”.
La relazione di Ficco
Nella sua relazione programmatica il neo eletto segretario generale ha ricordato come assume la guida della Camera del Lavoro “in una fase complicata a livello internazionale e nazionale. E in un territorio, quello barese, che vive profonde contraddizioni in quanto da un lato è interessato da investimenti imprenditoriali, soprattutto nel settore dell’Itc, ma nello stesso tempo nell’area industriale di Bari si contano 16 tavoli di crisi aperti alla Regione, che coinvolgono oltre 2.200 lavoratori. E nello stesso tempo siamo la decima provincia per numero di cassintegrati. Oltre al diffuso lavoro precario, alle povertà emergenti, alla presenza della criminalità che prova a condizionare anche settori economici e della pubblica amministrazione. Dentro un contesto nazionale in cui l’inflazione ha messo sotto pressione redditi da lavoro e pensioni già basse”.
Un’attenzione particolare dell’impegno sindacale ha ribadito Ficco, sarà dedicata proprio al contrasto al lavoro precario. Anche per il mio vissuto, l’attenzione è rivolta al superamento del lavoro povero, instabile e privo di dignità. Una patologia che infesta il lavoro e le persone, preda di ricatto perché più fragili e senza una certezza di prospettiva futura. E per cui tutto diventa precario. E il modo più efficace per contrastare gli abusi del lavoro precario è quello di affrontare ogni vertenza attraverso la modalità intercategoriale. Solo così, a mio avviso, avremo la forza e le conoscenze necessarie per mettere all’angolo le controparti da un lato e incidere sulle riforme di legge dall’altro”.
Non è mancato un passaggio sull’orgoglio di guidare una Camera del Lavoro che può vantare una lunga e gloriosa storia, “anche per le personalità che l’hanno attraversata, a cominciare da Giuseppe Di Vittorio, che difese la casa dei lavoratori dall’attacco delle camicie nere. Protagonista in tutto il ‘900 di battaglie per l’emancipazione dei lavoratori e l’avanzamento sul piano dei diritti nella nostra terra. Tutti devono sentire l’orgoglio di appartenere a questa storia, dobbiamo lavorare con unità di intenti, condividere il nostro progetto di giustizia sociale che guarda al benessere collettivo, non di una parte, alla crescita di tutto il nostro territorio”.
Le dichiarazioni di Landini
Nelle dichiarazioni rilasciate agli operatori dell’informazione Landini si è concentrato sulle mancate risposte del Governo sui temi del lavoro, “addirittura vogliono impedire che in Parlamento si affronti una discussione sul salario minimo, una cosa inaccettabile in un Paese dove hai 4 milioni di persone che pur lavorando sono povere e prendono meno di 9 euro l’ora. Per noi è un tema da affrontare complessivamente, non c’è solo da fissare salario minimo ma dare validità ai contratti collettivi nazionali per garantire tutti i diritti previsti dai contratti per tutte le forme di lavoro, anche autonomo. Il problema è aumentare strutturalmente i salari, rinnovare i contratti nazionali scaduti da tempo, a partire da quelli pubblici per i quali il Governo devo trovare le risorse, assieme a un intervento sul fisco che riduca il carico su redditi da lavoro e pensioni”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro