Pinacoteca

“Tracce”: la mostra dell’Accademia di Belle Arti di Bari in Pinacoteca De Napoli

L’esposizione fino al 18 Gennaio

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Molto più di una mostra: un dialogo con il pubblico intimo e profondo, un vero e proprio ritratto di una società di sonnambuli, ciechi dinanzi ai presagi.

A partire da domani, 20 Dicembre, fino al 18 Gennaio, la Pinacoteca De Napoli si trasformerà nella cornice perfetta per accogliere la mostra “Tracce”, a cura dei giovani allievi dell’Accademie di Belle Arti di Bari. Un evento patrocinato dal comune di Terlizzi e dall’Assessorato alla cultura, che spalancherà una finestra sull’arte contemporanea che, attraverso stili diversi, traccia aspetti legati al difficile momento storico che viviamo: cambiamenti socio-culturali, la solitudine del virtuale, le dipendenze, le violenze, l’inquinamento, la guerra.

“Siamo orgogliosi di ospitare nella casa natale di Michele De Napoli la mostra degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Bari “TRACCE”. La Pinacoteca ha per noi un valore altamente simbolico. Laureatosi in legge nel 1833 De Napoli nello stesso anno si iscrisse all’Istituto di Belle Arti, assecondando un’inclinazione che si era manifestata sin dagli anni dell’Università, quando aveva eseguito schizzi e disegni molto apprezzati da Costanzo Angelini, insegnante di disegno presso l’Istituto nonché rappresentante della corrente neoclassica a Napoli.

Scrive De Napoli, Sindaco e artista terlizzese, nel suo testamento olografo: “Lascio allo stesso Municipio di Terlizzi lo intero fabbricato del Palazzo ov’ebbi la culla ad oggetto che cessando dal servire di abitazione venga dalla morte in poi destinato a conservare gli oggetti d’Arte, gli scritti, le corrispondenze e quanto rimane della mia attività come elemento di storia agli studiosi delle cose nostre”  le parole di Daniela Zappatore, Assessora alla cultura.

“Il disagio dei giovani, il desiderio di cambiare le cose, ma, al contempo, il sentire su di sé l’impotenza e la frustrazione di non riuscire a dialogare con chi decide del futuro dell’uomo, si percepisce dalla scelta fatta dagli artisti di utilizzare figure mitologiche del passato, quasi a sottolineare l’esigenza di nuovi eroi.

Ogni opera è rigorosamente dipinta con pittura digitale stampata su carta da manifesto, proprio a reiterare una comunicazione di tipo pubblicitario a cui oggi siamo sottoposti, nel totale dominio delle multinazionali” spiega Rosa Anna Pucciarelli, docente dell’Accademia di Belle Arti di Bari.

Non resta che lasciarsi sorprendere dalla potenza espressiva di queste opere in grado di abbattere le barriere e colmare le distanze e le disuguaglianze.

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