
“Storie ritrovate”
“Storie ritrovate”: il libro di Angelo D’Ambrosio e l’importanza della storiografia
Il libro è già disponibile in libreria
Una novità editoriale che attraversa viaggi, sangue umano, zuppe e dolci di sanità, dalle marinerie pugliesi al prodigio dell’Opobalsamo.
Il volume di Angelo D’Ambrosio, dal titolo “Storie ritrovate” abbraccia un ampio arco cronologico, dal Seicento alle soglie dell’età contemporanea e raccoglie una miscellanea composta da nove saggi di microstorie relative ad ambiti di ricerca su svariati argomenti abbastanza inusuali e di sicuro coinvolgimento storiografico.
Si tratta, infatti, di contributi connotati da valenze culturali diverse, che utilizzano in gran parte fonti e documentazioni poco frequentate, piuttosto originali, tese a ricomporre frammenti suggestivi di memorie disperse e che qui sono recuperate anche per un pubblico di lettori non specialisti.
Ci è parso inevitabile chiedere all’autore, da tempo impegnato nell’ambito della ricerca, quale fosse la sua percezione del rapporto che la società contemporanea vive con la Storia del passato. E’ ancora ritenuta “Magistra vitae”?
«Credo che si stia vivendo una grande stagione in ambito storiografico, con significative aperture e rinnovati interessi, soprattutto verso la microstoria, verso i personaggi minori, verso le identità di periferia. Basti considerare il notevole successo suscitato dai programmi televisivi di storia, sempre più seguiti e sempre più affinati, capaci di attrarre il grande pubblico, molto propenso a lasciarsi coinvolgere su temi e argomenti mai trattati in ambito scolastico e soprattutto confezionati con un linguaggio accattivante e meno accademico, dunque sicuramente adatto anche ai non specialisti. Anche nelle librerie, significativamente, gli scaffali più frequentati e svuotati risultano quelli di storia. Non può che farci piacere. Potremo certo guardare al nostro futuro con maggiori consapevolezze, magari evitando così di ricadere in errori e orrori già commessi» la risposta di Angelo D’Ambrosio.
Tra le tematiche affrontate: i traffici commerciali movimentati dalle marinerie pugliesi verso la rotta nord-adriatica; i viaggi di nozze di alcune giovani spose di rango della nobiltà italiana; la storia dei balsami e dell’ “Opobalsamo giudaico”, misteriosa preparazione farmaceutica dalle straordinarie virtù terapeutiche; i regimi alimentari osservati in tre tipologie d’istituti d’internamento, fra carceri, sifilocomi e manicomi; i dolci e la pasticceria detti di “sanità”, caratterizzati dalla duplice funzione confortativa, dietetica e terapeutica; le stravaganti sostanze estratte dal regno animale destinate alla farmacopea d’antico regime; la vita quotidiana ed economica in un monastero di derivazione benedettina, attraverso l’analisi dei registri di contabilità; l’attività assistenziale connessa alla preparazione del cibo da distribuire alla mensa cittadina per poveri e derelitti; infine la casistica clinica e l’ “Opopira magna” che scandiscono la straordinaria taumaturgia dei santi medici Cosimo e Damiano.
Il lavoro, che si avvale della presentazione del Prof. Mario Spedicato (Università del Salento), abbraccia un ampio arco cronologico, dal Seicento alle soglie dell’età contemporanea ed è già disponibile in libreria; consta di 207 pagine ed è corredato da un cospicuo apparato illustrativo.
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