
Autonomia differenziata
“Noi diciamo no”: la lista “Terlizzi con Michelangelo” sull’autonomia differenziata
Le dichiarazioni del Coordinamento
È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 26 giugno 2024 n. 86 recante disposizioni per l’attuazione della Autonomia differenziata delle Regioni che avvieranno un regionalismo differenziato che andrà ad incidere profondamente sul modello regionale voluto dai nostri Padri costituenti, ponendosi in pericolosa tensione con gli stessi principi fondamentali della Costituzione della Repubblica italiana.
La c.d. Legge Calderoni, con l’applicazione del principio generale della invarianza di spesa, traduce in pratica, un ulteriore spostamento di risorse verso le Regioni più ricche, a scapito di quelle più povere, comportando una sottrazione di ingenti risorse alla collettività nazionale e consolidando disomogeneità nei servizi ed infrastrut-ture, secondo previste intese Stato-Regioni basate su storiche disparità territoriali.
L’Italia rischia pertanto una rottura dell’Unità nazionale, un aumento delle divaricazioni tra Regioni e cittadini, la contrazione di diritti sociali con minori servizi in salute, istruzione, lavoro, ambiente, ecc..
La sottrazione del gettito fiscale rispetto all’attuale redistribuzione sui territori, di fatto viola il principio di solidarietà economica e sociale, andando ad aumentare le disuguaglianze tra Regioni del Nord e quelle del Sud con inevitabile crollo economico e sociale. Tutto ciò spingerà ancor di più i nostri giovani ad abbandonare il Sud e per chi resterà sarà difficile garantire servizi essenziali fatti a brandelli.
Per il grave indebolimento del paese in un contesto geopolitico denso di pericoli e di incognite il Coordinamento Cittadino della lista “Terlizzi con Michelangelo” allerta la cittadinanza dell’assoluta necessità di contrastare questa legge, anche per via referendaria, perché la stessa apre spazi al divario territoriale e crea nuove disuguaglianze in un paese già segnato da profonde disparità territoriali e così bisognoso di coesione.
«Il sud è così tradito dai suoi politici di Governo che si definiscono patrioti votando un provvedimento spacca patria. Gravissima accondiscendenza politica di Fratelli d’Italia a danno dei cittadini vittime di questo subdolo inganno» tuona il Coordinamento.
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