
Giuseppe Vallarelli e Antonio Gesmundo
Festa Maggiore 2024: il ricordo del prof. Giuseppe Vallarelli
Artista e maestro terlizzese più che mai presente, grazie al suo estro e alla sua professionalità, negli angoli e nei dettagli più suggestivi e rappresentativi del nostro paese, scomparso prematuramente il 4 Novembre del 2023
Un artista versatile, che ha sempre sperimentato tecniche e materiali nuovi, mettendosi sapientemente in gioco con opere più grandi di lui (22 m di tela decorate del Carro trionfale, la meridiana in maiolica in Piazza 4 Novembre, i mosaici in vetro dallas della parrocchia di S. Maria della Stella insieme al prof. Gesmundo, i carri floreali…), ottenendo risultati meravigliosi.
Questo e molto altro è stato Giuseppe Vallarelli: artista e maestro terlizzese più che mai presente, grazie al suo estro e alla sua professionalità, negli angoli e nei dettagli più suggestivi e rappresentativi del nostro paese, scomparso prematuramente il 4 Novembre del 2023.
Il maestro d’arte applicata, prof. Giuseppe Vallarelli, è infatti una figura di notevole riferimento circa la ricostruzione del Carro Trionfale, unitamente al prof. Antonio Gesmundo, dopo l’incendio del 1991.
Laureato nel 1986 presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari, con la concessione della lode, si è subito distinto operando in ambito territoriale per le sue doti artistiche e decorative.
Nel febbraio del 1992 gli viene proposto, insieme al prof. Gesmundo, di progettare e realizzare l’apparato scenografico per il rifacimento della macchina da festa. L’incarico gli viene affidato nei mesi successivi, durante i quali, con il collega Antonio Gesmundo, contribuiranno a ridare una nuova immagine al Carro Trionfale. La meridiana, invece, è frutto della progettazione del prof. Gesmundo, che ha contribuito fattivamente, insieme al prof. Vallarelli, alla realizzazione.
Si iniziò con il rifacimento della cartapesta della struttura superstite sottostante, il restauro di gran parte della carretta e la realizzazione delle protomi bovine e degli otto angeli.
Successivamente vennero messe in opera le tele, attraverso molteplici imprimiture e poi controventate sui telai.
Nell’agosto del ’92 la struttura sarà pronta, in una prima veste, priva di decorazioni. L’opera sarà completata, nel suo apparato scenografico, il 18 ottobre del ’92, e presentata alla comunità terlizzese.
Durante un’intervista rilasciata da Giuseppe Vallarelli lo scorso Agosto 2023, lo stesso professore ha espresso profonda delusione per il mancato riconoscimento dopo aver presentato il lavoro. A pochi giorni dal grande evento della Festa Maggiore in onore di Maria SS. di Sovereto, il ricordo va proprio alla sua innata e spiccata dedizione, che ancora oggi contraddistingue una delle opere più rappresentative ed identificative del nostro paese.
Anche il Presidente del Comitato Feste Patronali 2024 Michelangelo Matacchione ricorda con grande emozione il progettista e decoratore terlizzese: «Una figura di notevole riferimento per la nostra comunità, custode indissolubile delle nostre tradizioni e della nostra Festa Maggiore. Professionista indiscusso dalla passione intramontabile per il culto del bello. A pochi giorni dal grande evento, ricordare chi ha amato, e continua a farlo, le nostre tradizioni con un segno tangibile, è doveroso e necessario».
Commenti
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Spiace dover commentare in negativo un articolo dedicato al mio amico Giuseppe Vallarelli, ma è bene non tacere di fronte a notizie inesatte.
Giuseppe Vallarelli non è il solo configuratore del carro trionfale, quell’opera è stata pensata, progettata e realizzata insieme e il risultato finale non è altro che la sintesi dei vari bozzetti realizzati da me Prof. Antonio Gesmundo e dall’amico e collega Prof. Giuseppe Vallarelli.
Anche riguardo le opere citate vi è un errore: la meridiana è stata ideata dal sottoscritto e realizzata insieme all’amico Giuseppe, mentre le vetrate della chiesa di Santa Maria della Stella sono state realizzate insieme.
Concludo confermando la necessità di rendere onore alla figura della persona e dell’artista Giuseppe Vallarelli con cui ho condiviso una vita di collaborazioni, ma con una cura nella diffusione delle notizie.
Prego inoltre la giornalista Rana di verificare i fatti prima di scrivere un articolo di giornale. Spiace che un articolo di giornale scritto male possa compromettere anni di collaborazione, scambi di idee e di amicizia.Prof. Antonio Gesmundo
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Ringrazio la redazione per aver apportato le dovute rettifiche all’articolo.








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