L’olio extravergine grande alleato per prevenire l’Alzheimer: la novità da una ricerca scientifica

Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Journal of Alzheimer’s Disease”, l’olio evo ha effetti positivi su quattro importanti biomarcatori considerati responsabili del danno cerebrale nella malattia e rappresenta un ottimo alimento di prevenzione

0 commenta

Che l’olio extravergine d’oliva – e in particolare quello da cultivar Coratina – faccia bene alla salute è ormai cosa risaputa. Ma, di tanto in tanto, emergono ulteriori elementi che aumentano il ventaglio dei benefici del nostro oro verde e lo rendono davvero unico.

Secondo una ricerca recentemente pubblicata sulla rivista scientifica “Journal of Alzheimer’s Disease”, l’olio extravergine di oliva ha effetti positivi su quattro importanti biomarcatori considerati responsabili del danno cerebrale nella malattia dell’Alzheimer e rappresenta quindi un ottimo alimento di prevenzione contro il declino cognitivo e il rischio di sviluppare la patologia.

I benefici dell'extravergine

Lo studio – coordinato dal prof. Domenico Praticò, neuropatologo all’Alzheimer’s Center della Temple University di Philadelphia, insieme ai ricercatori Alessandro Leone e Maurizio Servili delle Università di Bari e Perugia – è ancora più significativo perché è stato condotto proprio sulla cultivar che prende il nome dalla nostra città, lavorata per l’occasione nel frantoio dell’azienda Agrolio di Andria.

Partendo dagli studi che già da tempo documentano il modo in cui l’assunzione quotidiana di olio evo previene il declino cognitivo e migliora la connettività funzionale del cervello, la ricerca ha avuto il merito di valutare gli effetti dell’extravergine sui livelli di un gran numero di biomarcatori infiammatori (citochine, chemochine e alcuni dei loro recettori) nel cervello di un modello animale di malattia di Alzheimer. Come spiega Olivonews, dall’analisi è emerso che l’extravergine controlla il sistema immunitario tenendo a bada questi biomarcatori, agendo specificamente su quattro di essi che sono considerati responsabili del danno cerebrale nella malattia di Alzheimer.

Si tratta di una scoperta che rafforza l’importanza di includere l’olio extravergine d’oliva nella dieta quotidiana, oltre a rappresentare un ulteriore motivo per apprezzare il nostro oro verde, elisir di giovinezza per il cervello.

Cosa è il morbo di Alzheimer? (da www.alz.org)

Il morbo di Alzheimer è un tipo di demenza che provoca problemi con la memoria, il pensare e il comportamento. Generalmente, i sintomi si sviluppano lentamente e peggiorano con il passare del tempo, diventando talmente gravi da interferire con le attività quotidiane. È la forma più comune di demenza, termine generale che si riferisce alla grave perdita di memoria e di altre abilità intellettuali. Rappresenta il 50-80% dei casi di demenza.

Il morbo di Alzheimer non rappresenta un normale elemento dell’invecchiamento, anche se il massimo fattore di rischio conosciuto è rappresentato dall’aumentare dell’età, e la maggior parte delle persone affette dal morbo di Alzheimer hanno 65 e più anni. Tuttavia, il morbo di Alzheimer non è solo una malattia della vecchiaia. Fino al 5 per cento delle persone che soffrono di questa malattia riscontra un’insorgenza precoce del morbo di Alzheimer (noto anche come “insorgenza anticipata”), che spesso appare quando una persona ha tra i quaranta e cinquanta anni, o tra i cinquanta e sessant’anni.

Si tratta di una malattia progressiva, nella quale i sintomi di demenza peggiorano gradualmente in un certo numero di anni. Nelle sue fasi iniziali, la perdita di memoria è leggera; tuttavia, con il morbo di Alzheimer in fase avanzata, le persone perdono la capacità di portare avanti una conversazione e di reagire nel loro ambiente.

Attualmente, il morbo di Alzheimer è incurabile, tuttavia sono disponibili dei trattamenti per i sintomi, mentre la ricerca continua.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!