Non ci fu diffamazione, giudice archivia la querela di Gemmato verso Emiliano

L’ex sindaco Gemmato
L’ex sindaco di Terlizzi aveva portato in tribunale il governatore per delle affermazioni durante un comizio in campagna elettorale
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, esce vittorioso da una battaglia legale che lo vedeva accusato di diffamazione aggravata da Nicola Gemmato, ex sindaco di Terlizzi. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani ha deciso di archiviare il caso, accogliendo la richiesta della Procura e stabilendo che le prove non sono sufficienti per portare Emiliano a processo. Ma dietro questa sentenza si nasconde una vicenda che ha agitato le acque della politica locale in occasione delle elezioni comunali del 2022.
Era il 9 giugno di quell’anno, nel pieno della campagna elettorale di Terlizzi, quando Emiliano, durante un comizio trasmesso anche sui social, aveva usato parole che Gemmato non ha esitato a considerare un attacco personale. L’ex sindaco, convinto che le dichiarazioni del presidente avessero influenzato negativamente i suoi consensi, aveva fatto partire una querela per diffamazione aggravata, sostenendo che quel discorso fosse stato determinante nella sua mancata rielezione al Consiglio comunale.
Nel provvedimento di archiviazione il giudice, però, ha evidenziato che se anche quelle parole fossero state effettivamente offensive, sarebbero comunque protette dal diritto di critica politica. Nel fervore di una campagna elettorale, ha ricordato il gip, la libertà di espressione si allarga, lasciando più spazio alla critica, anche quando questa si fa dura o scomoda. E così, il tribunale ha chiuso definitivamente la questione, scagionando Emiliano.
La mancata rielezione di Gemmato, secondo il giudice, non può essere direttamente attribuita alle parole di Emiliano, né queste hanno superato i limiti accettabili nel contesto di una competizione elettorale.
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