Terlizzi intitola una strada a Mons. Gaetano Valente

Arriva il via libera della giunta comunale. Ora si attende la pronuncia della Prefettura

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La Giunta Comunale di Terlizzi ha approvato l’intitolazione di una nuova strada a Don Gaetano Valente, illustre cittadino, teologo del Capitolo Concattedrale di Terlizzi e storico di rilievo. La decisione, formalizzata con la Delibera n. 36 del 7 marzo 2025, ha ricevuto parere favorevole e sarà effettiva dopo l’approvazione da parte del Prefetto di Bari.

La nuova via, da intitolare all’esimio concittadino, è situata nel comparto C2/a2 tra Via Giovinazzo e Via Cappella dei Chicoli. La scelta è stata supportata da una petizione sottoscritta da S.E. Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo della diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, e da S.E. Mons. Felice di Molfetta, Vescovo emerito di Cerignola-Ascoli Satriano.

La decisione della Giunta, presieduta dal Sindaco Michelangelo De Chirico, è stata presa all’unanimità. Il procedimento, conforme alle normative vigenti in materia di toponomastica, mira a onorare la memoria di personalità che hanno dato un contributo significativo alla comunità.

L’atto sarà effettivo dopo il visto della Prefettura, come stabilito dalla normativa del 1927 che disciplina l’intitolazione delle strade a personalità decedute da almeno dieci anni.

Chi era don Gaetano Valente

Monsignor Gaetano Valente (Terlizzi, 27 settembre 1919 – Terlizzi, 19 gennaio 2013) è stato un presbitero e storico noto per il suo impegno ecclesiastico e la ricerca sulla storia pugliese.

Dopo gli studi classici e teologici tra Alessandria, Milano e Molfetta, completò quelli universitari in lettere classiche a Bari. Ordinato sacerdote nel 1945, fu vicerettore del Seminario di Molfetta e insegnante di lettere e religione. Rivestì diversi incarichi pastorali, divenendo rettore della Chiesa di Sant’Ignazio (1952), canonico teologo del Capitolo Cattedrale (1961) e Cappellano di Sua Santità (1982). Meridionalista e ricercatore, si specializzò in archivistica e divenne membro della Società di Storia Patria di Bari. Pubblicò oltre trenta saggi, tra cui l’opera fondamentale Feudalesimo e Feudatari in sette secoli di storia di un Comune pugliese (1073-1779), basata su fonti archivistiche locali e internazionali. Scoprì inoltre un’antica raffigurazione di Terlizzi nell’Archivio di Stato di Monaco. Si occupò del restauro del Santuario mariano di Cesano, riportandolo all’antico splendore. Morì nel 2013 a 93 anni.  
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