Gli studenti di Terlizzi verso la loro “Notte prima degli esami”

Notte prima degli esami
Il ricordo di un canto condiviso e l’attesa di un nuovo inizio
È una notte che ha sempre qualcosa di speciale, quella che precede l’esame di maturità. A Terlizzi, come in tutta Italia, centinaia di studenti stanno vivendo queste ore con il fiato sospeso. Libri aperti, appunti sparsi sui letti, messaggi nelle chat di classe, camomille offerte da genitori silenziosamente emozionati. Quella di oggi sarà la “notte prima degli esami”, e anche se ogni generazione la vive in modo diverso, il cuore batte sempre allo stesso modo.
Lo scorso anno, il momento più intenso si consumò nel piazzale del Polo liceale “Sylos-Fiore”, quando decine di maturandi, poco prima della mezzanotte, si presero per mano in un grande girotondo. Al centro, la voce collettiva di ragazzi e ragazze che cantavano “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti. Un’immagine che emozionò chi era presente e che, nel suo piccolo, raccontò meglio di qualunque discorso cosa significhi diventare grandi.
Quel canto spontaneo, sotto un cielo di giugno, fu un atto di unione in un momento di fragilità condivisa. Un gesto che trasformò la tensione in abbraccio, l’ansia in presenza reciproca. Tutti stretti in cerchio, con le mani sudate, le voci stonate, ma nessuno si sentiva solo. Un rito non scritto, nato dal bisogno di dirsi: “Ci siamo. Insieme”.
Quest’anno probabilmente quell’esperienza si ripeterà. Forse sì, forse no. Forse nascerà qualcosa di nuovo, o magari il silenzio prenderà il posto della musica. Ma anche in assenza di gesti eclatanti, resta il valore profondo di questa notte: l’attesa, la paura, l’adrenalina, il senso di qualcosa che finisce e qualcosa che inizia.
Per i maturandi di Terlizzi, domani comincerà ufficialmente la prova di italiano. Ma stanotte – prima ancora che con le penne e le tracce – dovranno confrontarsi con se stessi. E, in fondo, è questo il primo vero esame.
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