Ninni Gemmato torna in consiglio comunale: «Emozione e determinazione»

L’ex sindaco parla dopo il suo ritorno in aula

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Il 20 giugno Ninni Gemmato è tornato ufficialmente a sedere tra i banchi del Consiglio Comunale di Terlizzi. L’ex sindaco ha affidato a una nota emozioni e prospettive.

«Venerdì scorso sono tornato in Consiglio Comunale. Come per Legge, c’è stato il mio ingresso in Aula Consiliare immediatamente dopo la surroga a seguito delle dimissioni di Nino Allegretti, che ringrazio ancora di quanto di buono ha fatto in trent’anni di Politica e – ne sono sicuro – di quanto di buono farà ancora» scrive Gemmato.

«Emozione sì, tanta, se solo penso che la mia prima elezione risale esattamente a trent’anni fa, era il 1995, e che in questi anni il mio impegno – prima da Consigliere per dodici anni e mezzo, poi da Sindaco per dieci anni – é stato massimo. Sono affezionato alle persone, ai tantissimi cittadini con cui ho dialogato in questi tre decenni, all’intera Comunità Cittadina cui mi sento legatissimo.

Altrettanto forte è la determinazione: dopo tre anni di pessima amministrazione non c’è più tempo né spazio per attendismi, tatticismi, buonismi. Sono in tanti a chiedere un’alternativa al centrosinistra, a questo centrosinistra che sta mal governando Terlizzi. Il centrodestra e tutti coloro che non si sentono rappresentati dalla compagine che oggi comanda a Terlizzi hanno il dovere di mettercela tutta per creare questa alternativa.

Lasciamo perdere le formule precostituite, alchimie politiche e quant’altro possa essere giustamente indigesto ai cittadini. Presentiamoci orgogliosamente alla Città con i nostri simboli – sia di partito sia civici, ognuno con la propria identità – e non dimentichiamo di essere anche noi cittadini terlizzesi.

Costruiamo l’alternativa partendo dalle questioni concrete, dai problemi che più stanno a cuore ai cittadini. Sforziamoci di parlare con tutti, iniziando dalle persone e dalle categorie che più sono state penalizzate da questa pessima amministrazione. Parliamo dei problemi ma soprattutto cerchiamo soluzioni. Abbiamo il dovere di sentirci in prima linea. Tutti, nessuno escluso. Avanti Terlizzi!».

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