Antenna telefonica su un palazzo del centro abitato: scatta la protesta di residenti e associazioni

Antenna telefonica
Costituito un comitato informale. «Processo poco trasparente»
A Terlizzi è scoppiata una protesta legata all’installazione di una stazione radio base nel pieno centro cittadino. L’antenna telefonica è comparsa “tra i palazzi del centro, a ridosso delle abitazioni, in un contesto fortemente urbanizzato e sul lastrico terminale di un’abitazione privata composta da piano terra e primo piano”.
A denunciare la situazione sono stati il Comitato Informale dei residenti di via G. Mazzini, via Estramurale Flavio Gioia e via Silvio Pellico, insieme a Legambiente Circolo “Amici di Vito e Clara” Terlizzi e Puliamo Terlizzi APS. Le associazioni, che si definiscono “portatori di un interesse attuale, diretto e concreto a conoscere gli atti autorizzativi e la documentazione ad essa connessa, al fine di verificare la sussistenza delle condizioni di legge e regolamentari per la sua installazione per ragioni preminenti correlate alla tutela della salute pubblica per l’esposizione ai campi elettromagnetici generati dall’impianto, nonché per l’impatto paesaggistico ed ambientale di siffatta installazione”, hanno inviato distinte istanze di accesso agli atti al Comune di Terlizzi.
“Bene è ricordare come la normativa tuteli particolarmente tutti i luoghi dove la permanenza è almeno di quattro ore al giorno, limitando il valore del campo elettrico complessivo a 15 V/m, limite imposto al fine di contenere le potenziali conseguenze negative dei campi elettromagnetici sulla nostra salute”, evidenziano i firmatari del comunicato. Inoltre, viene ricordato come “lo IARC (Agenzia internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato i campi elettromagnetici come possibili cancerogeni per l’uomo”.
Il comunicato fa riferimento alla documentazione presente sull’albo pretorio comunale, da cui emerge che “una nota società di telecomunicazioni ha depositato un programma stralcio, risalente al 2024, per l’installazione di otto apparati a copertura del territorio comunale, sette dei quali in zone esterne all’abitato e già in servizio”.
I residenti e le associazioni sottolineano un ulteriore punto critico: “Il Regolamento Edilizio Comunale, come modificato dalla DGC n.42/2019, all’articolo 51, vieta categoricamente l’installazione di apparati di telecomunicazione e impianti fissi di telefonia mobile su aree ed edifici privati”. Tale divieto sarebbe stato “disatteso nei fatti”.
Dal comunicato emerge anche un appello al Comune affinché adotti il “Piano delle Localizzazioni, previsto dal Regolamento Regionale n.14/2006, che seppur non obbligatorio, è l’unico strumento che consentirebbe al Comune di avere il pieno controllo delle installazioni”. “Il Piano – si legge – che persegue la realizzazione del principio di precauzione contemplato dall’art. 174 del Trattato UE, è oltretutto necessario alla luce della nuova tecnologia 5G che sta implicando l’installazione di ripetitori in numero decisamente maggiore e la emissione di onde che trasferiscono notevole energia”.
Infine, la nota congiunta si conclude con un richiamo all’amministrazione comunale: “Si auspica che l’Amministrazione svolga un’approfondita attività istruttoria su una situazione patologica che esporrebbe la popolazione residente ad effetti pregiudizievoli per la salute e l’incolumità pubblica, oltre a un disastroso impatto ambientale e paesaggistico, adottando anche in autotutela i provvedimenti del caso”.
“Riteniamo che il processo decisionale sia stato poco trasparente e che non ci sia stato un adeguato coinvolgimento della comunità locale e delle associazioni. La tutela della salute, dell’ambiente e la qualità della vita della nostra comunità costituiscono beni per i quali siamo pronti ad intraprendere tutte le azioni necessarie; chiediamo pertanto alle autorità competenti di accogliere le nostre preoccupazioni e di avviare un percorso di confronto e collaborazione per trovare una soluzione condivisa e responsabile.”
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ci piace essere sempre connessi? navigare più veloci della luce? ci piace poter condividere tutti i fatti, fattacci e fattucci nostri sui social? ci piace poter comunicare con videochiamate con tutto il mondo? ebbene, questo è uno dei prezzi da pagare. quando c’erano i telefoni a gettoni questo problema non c’era …








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